Sarri: "È importante che continuiamo a far punti nonostante la scarsa brillantezza"

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Il Napoli ha battuto il Milan per 2 a 1 al San Paolo e tenta la fuga in attesa delle gare delle inseguitrici di domani.

Avrebbe fatto comodo uno come Caniggia... Appena abbiamo allentato la pressione è diventato tutto più complicato. Al termine della sfida, il tecnico dei partenopei, Maurizio Sarri, ha parlato ai microfoni di Premium Sport: "Abbiamo fatto una partita forse meno brillante di altre, ma tirando le somme abbiamo concesso pochissimo e creato 7-8 palle goal".

È una vittoria significativa dopo la sosta e il pareggio di Verona?

"Se ci facciamo scalfire da un pareggio abbiamo perso la dimensione, in 25 partite abbiamo fatto 21 vittorie e 4 pareggi, un pareggio in trasferta ci può stare". Un allenatore di sinistra e di sostanza, lontanissimo dalle idee di un imprenditore che ha costruito il suo impero e le sue fortune sull'apparenza e l'immagine.

Nella stanchezza e nella poca lucidità si può rinunciare alla verticalizzazione, al ribaltamento, alla voglia di andare a concludere e rallentare palleggiando. "Anche se abbiamo perso il controllo della partita per un tempo, abbiamo corso pochi rischi". Calo nella ripresa non so se sia preoccupante, bisognerebbe chiederlo più alle nazionali che a noi perché in tanti sono stati via fino a due giorni fa. "In passato questa squadra aveva dimostrato di non avere questa caratteristica". I centrocampisti in fase difensiva sono in crescita, a me piace molto di più quando difendono in avanti che quando vanno in area però. "La nostra linea difensiva si muoveva bene già l'anno scorso". Con me lui non entra, ma gioca. Per quanto riguarda il pressing, non è facile farlo contro difese a 3, i loro difensori poi erano tutti buoni palleggiatori, non era semplice ma possiamo fare meglio. "Nessuno l'ha difeso e non mi è piaciuta la gogna mediatica a cui è stato sottoposto". L'unico a non averlo capito è stato l'ex ct, riuscito a regalare al talento azzurro solo 20 minuti in un doppio confronto che per l'Italia valeva più di ogni altra cosa.