Ue: manovra italiana a rischio, ma giudizio sul debito rinviato a primavera

Ue: manovra italiana a rischio, ma giudizio sul debito rinviato a primavera

Ma il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, hanno comunque inviato una lettera al ministro del Tesoro italiano, Pier Carlo Padoan, per chiedere alcuni chiarimenti. Rimanda tutto alla prossima primavera per un riesame della situazione dei conti pubblici italiani.

L'Italia, che oggi ha ricevuto una richiesta da parte della Ue a intervenire con maggiore incisività sul calo del debito, è fiduciosa di chiarire le sue scelte di bilancio senza necessità di correzioni sui conti.

Ma Moscovici ha usato anche toni concilianti: "La Commissione non è mai qui per porre dei problemi - ha concluso - ma per trovare delle soluzioni con il dialogo".

"Nel caso dell'Italia, il persistere dell'elevato debito pubblico rimane motivo di preoccupazione".

(Teleborsa) - Scongiurata l'ipotesi di un avvio formale per l'Italia della procedura europea per deficit eccessivo. I progetti di bilancio di Belgio, Italia, Austria, Portogallo e Slovenia. La Commissione ha rinviato a maggio la decisione definitiva sull'Italia tenendo conto del fatto che in quel momento saranno disponibili i dati macroeconomici finali del 2017. Il nostro Paese, insieme ad altri quattro è a rischio inadempienza rispetto al patto di stabilità e crescita e deve perciò "adottare le misure necessarie ad aggiustare il percorso di bilancio". È noto però che secondo i calcoli di Bruxelles l'obiettivo del governo di ridurre dello 0,3% il deficit strutturale non sarebbe assicurato: mancano, sempre secondo la commissione, circa 3,5 miliardi, pari allo 0,2% del Pil.

Quanto al rispetto della regola del debito, per la decisione di aprire una eventuale procedura di 'infrazione' la Commissione ha il margine discrezionale di valutazione. Si tratta di verificare se esistono dei "fattori rilevanti" che hanno impedito a uno stato di rispettarla.

In base alla previsioni della Commissione Ue, l'Italia non rispetterà la regola del debito, dal momento che il rapporto debito/pil sia nel 2017 sia nel 2018.