DI FRANCESCO: "Abbiamo fatto solo un passo, non accontentiamoci. Forza Roma!"

DI FRANCESCO:

Il turnover è la prima vittoria?

"La squadra non sempre ha avuto le letture giuste, meglio il secondo tempo con l'attacco della profondità". Nella ripresa abbiamo inizio bene, attaccando la profondità. Sentivamo molto questa partita, oggi era importante raggiungere questo obiettivo. Noi dobbiamo esaltarci ma non troppo.

"Spesso qui ci si accontenta".

Ti sentiresti di dire: 'adesso può succedere di tutto'? Un cammino insperato, che Di Francesco sottolinea con orgoglio: "Sono onorato che mi stia ascoltando Carlo Ancelotti". Ora dobbiamo essere più ambiziosi ed essere consapevoli con grande entusiasmo. Siamo sempre giudicati per il lavoro e questo vale anche per noi. "Al momento giusto devi essere concentrato, ma non si vive solo di quello".

La catena di sinistra è tra le migliori d'Europa? Spesso ci accontentiamo e rischiamo di essere superficiali, per fare più gol. Eusebio Di Francesco è al settimo cielo per un traguardo davvero impensabile il giorno del sorteggio: "Non era facile: inizialmente nessuno ci dava per favoriti in questo girone ma noi abbiamo lavorato tanto. Nel turnover non ne metto tanti nuovi insieme, ma cerco di mischiare perché ci sono caratteristiche, ma anche i caratteri e la personalità oltre alla tecnica, che in campo contano". Teme il pericolo Bayern Monaco e Real Madrid? In campionato i punti che la distanziano dall'Inter capolista sono cinque, con una gara da recuperare contro la Sampdoria, che potrebbero trasformare il divario in soli due punti.

"Se siamo arrivati agli ottavi non dobbiamo aver paura di affrontare altre squadre, anche le grandi squadre. Serve forze e capacità di giocarsela contro le grandi, esserci arrivati è già bellissimo". Il nuovo tecnico della Roma è riuscito in tre mesi a dare un'identità alla squadra, nonostante il mercato di Monchi non abbia portato i frutti sperati. Ha sempre combattuto, noi abbiamo meritato sia all'andata che al ritorno. Faccio i complimenti al Qarabag, anche perché hanno fermato due volte l'Atletico Madrid.

Qual è il problema nel trasferire la sua mentalità? La fortuna è che certe idee e certi pensieri sono entrati prima nella testa dei calciatori e dell'ambiente, capendo che persona sono, che cerca di costruire e non distruggere. Ci si esalta con troppa facilità. Bisogna trattare vittorie e sconfitte allo stesso modo. Mentalità?Dobbiamo continuare ad essere aggressivi, altrimenti diventiamo una squadra normale. Il 5 dicembre abbiamo festeggiato incampo, con i nostri tifosi, il primo posto.