Estorsioni ai latifondisti, arrestati affiliati della cosca Gallelli a Catanzaro

Estorsioni ai latifondisti, arrestati affiliati della cosca Gallelli a Catanzaro

Dall'inchiesta è emerso, infatti, che le estorsioni sarebbero andate avanti dalla metà degli anni '90 al 2008.

Gli indagati, tutti del comprensorio di Soverato, sono ritenuti colpevoli, a vario titolo, di più episodi di estorsione aggravata dalla metodologia mafiosa, nei confronti di due imprenditori agricoli con attività ubicata nel Comune di Badolato. I terreni venivano utilizzati da questo ai fini di pascolo contro la volontà dei reali proprietari e ogni qual volta questi ultimi tentavano di avviare qualche forma di coltivazione, veniva puntualmente distrutte dagli animali portati al pascolo Antonio Gallelli.

La pressante condizione di assoggettamento ed omertà imposta ai titolari dell'azienda agricola, realizzata anche con sistematici danneggiamenti alle strutture dell'impresa, li aveva costretti a modificare e rivedere i termini e le condizioni contrattuali stabiliti con altri operatori agricoli, la cui presenza doveva rappresentare una sorta di argine alle pretese ed ai condizionamenti di Vincenzo Gallelli. Secondo gli investigatori, Vincenzo Gallelli, per la realizzazione dei propri intenti criminosi, utilizzava il nipote Antonio Santillo, i pronipoti Antonio Gallelli e Giuseppe Caporale, paventando tramite Francesco Larocca e il genero Giacomo Nisticò Giacomo, il verificarsi di gravissimi atti di sangue qualora le direttive del capo cosca non fossero state seguite.