Gerusalemme, palestinesi in sciopero

Gerusalemme, palestinesi in sciopero

La Wafa aggiunge che negli istituti scolastici gli insegnanti si sono soffermati con i loro allievi sull'importanza di Gerusalemme per la causa palestinese e hanno fornito aggiornamenti sugli ultimi sviluppi politici.

"La Palestina sarà liberata". A lanciare l'allarme sulle possibili conseguenze del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Stati Uniti è l'ambasciatrice palestinese in Italia, Mai Alkaila, intercettata da In Terris, secondo cui la Casa Bianca, con questo annuncio, rischia di minare "25 anni di sforzi per la pace tra Israele e Palestina". A promettere la "liberazione della Palestina" è l'ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran. I ministri degli Esteri dei Paesi arabi si incontreranno al Cairo.

6- chiediamo all'Unione Europea, ai governi e ai parlamenti europei di prendere una posizione ed allinearsi, per ristabilire l'equilibrio della situazione internazionale e mettere fine alla violazione israeliana dei diritti dei palestinesi, e fare pressione sul governo degli Stati Uniti affinché rinunci a trasferire la sua ambasciata a Gerusalemme. Il presidente iraniano ha quindi invitato i "musulmani a resistere tutti uniti contro il complotto".

Il dirigente dell'ANP ha dichiarato che Abbas è impegnato per una "pace giusta" basata sulla soluzione a due stati, sul riconoscimento arabo e internazionale e sull'iniziativa di pace araba. "Mi stupisco che l'amministrazione Usa si sia invischiata in una provocazione ingiustificata della sensibilità di 360 milioni di arabi e di un miliardo e mezzo di musulmani allo scopo di dare soddisfazione a Israele", ha detto Abul Gheit in alcune dichiarazioni alla stampa.

La decisione fa emergere il fatto che è stata ignorata la linea sostenuta dagli ex presidenti degli Stati Uniti e riflette l'arroganza sconsiderata dell'attuale amministrazione, la quale provoca ed accende i sentimenti di circa tre miliardi di cristiani e musulmani in tutto il mondo, in quanto rappresenta una minaccia diretta per i luoghi santi islamici e cristiani nella città occupata di Gerusalemme.

L'Ue ha criticato questa decisione. Lo ha reso noto il suo portavoce, Ibrahim Kalin, spiegando che Erdogan ha avuto in queste ore contatti telefonici in merito con il suo omologo palestinese Abu Mazen e i leader di Iran, Arabia Saudita, Qatar, Tunisia, Pakistan, Indonesia e Malesia.

I palestinesi, la notte scorsa, hanno anche spento le luci dell'albero di Natale posto sulla Piazza della Mangiatoia a Betlemme in segno di protesta contro la decisione di Trump.