La pubblicità Pandora accusata di sessismo. Le scuse dell'azienda

La pubblicità Pandora accusata di sessismo. Le scuse dell'azienda

Ovviamente la spiegazione del marchio non ha fatto altro che peggiorare le cose e ad ora, nonostante le tardive scuse a "tutte coloro che si sono sentite toccate nella loro sensibilità", il risultato della fraintendibilissima pubblicità è che molte donne quest'anno a un bracciale Pandora preferiranno di gran lunga ricevere un pigiama. "Secondo te cosa la farebbe felice?", queste poche parole e proposte per un regalo di Natale hanno fatto infuriare il web.

Per tutta risposta uno dei competitor maggiori di Pandora, Cartier, non è rimasto a guardare in silenzio.

L'azienda ha provato ad arginare la polemica con un comunicato che invita a "non fraintendere" il messaggio.

Il manifesto - che riesce a mettere in fila alcuni dei più gretti stereotipi sul genere femminile - non è passato inosservato a Lefanfarlo, organizzazione no-profit che si occupa di "burlesque, vita e donne" e su Facebook si presenta così: "Abbiamo un cervello e un reggicalze". "Non potevamo crederci, ma purtroppo è tutto vero", il commento su Fb. La protesta social dove la foto incriminata è rimbalzata in un attimo è esplosa subito: "Pubblicità da medioevo"; "Sessisti"; e ancora: "Per Natale vorremmo soprattutto rispetto, piuttosto che un bel bracciale".

In molti hanno condiviso la foto su Twitter puntando il dito contro un "Copywriter da arresto".

Pandora si è affrettata a chiarire la campagna pubblicitaria con una nota sulla pagina Faceook: "Abbiamo notato che il messaggio a volte è stato frainteso, per questo vogliamo raccontarvelo meglio". Tutte insieme, quindi, diciamo NO a pigiami, ciabatte e frullatori ma SÌ ai gioielli che amiamo.