Le nuove valvole sui termosifoni: paghi anche se sono spenti

Le nuove valvole sui termosifoni: paghi anche se sono spenti

A lanciare l'allarme è la rivista Il Salvagente, mensile dedicato ai diritti dei consumatori: "termosifoni che prendono vita in agosto e contabilizzano un consumo inesistente che finisce in bolletta". Se sì, sappiate che non siete soli e che diverse segnalazioni del genere sono arrivate al Salvagente, portale leader nei test di laboratorio contro le truffe ai consumatori. "La storia inizia dalla lettera del nostro lettore Franco Lodigiani di Melzo nel milanese, che segnala un problema con i ripartitori di calore, le scatoline che vengono attaccate al calorifero, installati in casa sua". "A fine stagione, dopo il passaggio del tecnico addetto al prelievo e all'azzeramento dei contatori, verifico sugli strumenti stessi che la procedura sia andata a buon fine e che riportino il valore zero predisposto per la nuova stagione".

Il lettore poi decide di controllare anche a fine settembre il contatore. E fa una scoperta: i ripartitori di calore - azzerati in precedenza - riportano globalmente già 315 scatti.

Dopo aver contattato l'amministratore di condominio visto che i ripartitori nei mesi estivi non dovevano essere in funzione, l'uomo ha consultato anche l'installatore ricevendo come risposta la certezza di essere rimborsato a chiusura esercizio 2017/2018. In questo modo si riducono gli sprechi.

"Mi chiedo a questo punto se questo comportamento anomalo sia imputabile solo al modello installato nei nostri appartamenti oppure riguardi tutti i ripartitori". Ora la questione si sarebbe fatta totalmente differente e riguarderebbe nello specifico il loro funzionamento, o forse sarebbe meglio dire "malfunzionamento".

L'inquinamento ambientale che ormai da troppo tempo continua ad essere un problema che necessita di interventi normativi, negli ultimi anni ha raggiunto livelli preoccupanti e non è un caso se i livelli di smog nelle principali città italiane, di recente, abbiano raggiunto picchi preoccupanti. A detta di Franco Pozzoni, presidente di Cna installazione impianti Lombardia, contattato dal Salvagente, succede che la scatoletta bianca misura la differenza di calore del radiatore rispetto all'ambiente. A quanto pare dunque basta una differenza di temperatura di 3-4 gradi tra il radiatore e l'atmosfera circostante per far partire il conteggio degli scatti. "Che poi prosegue a registrare differenze anche inferiori a un grado".

I conti sembrano allora non tornare perché non si comprende come sia possibile che sia scattato l'addebito di consumo nonostante i termosifoni, per forza di cose, siano rimasti spenti. A segnalare il possibile errore di calcolo un lettore, che ha riferito una discrepanza con i consumi reali tale da portare al pagamento ingiustificato di 30 euro.