Bankitalia, Barbagallo: non ha incoraggiato Pop Vicenza a comprare Etruria

Lo ribadisce il capo della vigilanza, Carmelo Barbagallo, nella sua terza audizione presso la commissione di inchiesta sul sistema bancario.

Secondo Barbagallo "le irregolarità sono state portate tempestivamente a conoscenza dell'autorità giudiziaria", ma "le risposte delle quattro banche sono state insoddisfacenti" e le "autorità di vigilanza non possono sostituirsi ai soggetti vigilati per evitare che la situazione degeneri".

"La governance delle quattro banche è risultata fortemente inadeguata in tutte le sue articolazioni: la proprietà non ha svolto il ruolo di selezione e vaglio dei vertici aziendali; il Consiglio di amministrazione e il management non hanno realizzato un modello di gestione sano e prudente; i meccanismi di controllo interno non hanno funzionato", insiste il capo della Vigilanza di via Nazionale.

L'azione della vigilanza della Banca d'Italia sulle quattro banche poste in risoluzione "è stata incalzante: dal 2008 fino al commissariamento sono state condotte 18 ispezioni, equamente distribuite tra le quattro banche".

Barbagallo durante l'audizione del 12 dicembre ha ricordato che l'accertamento della Banca d'Italia a novembre 2014 si è concluso con un giudizio "sfavorevole", da cui emerge "una situazione patrimoniale gravemente deficitaria rispetto ai requisiti minimi: i crediti deteriorati sono pari al 42,4 per cento del totale degli impieghi". Per quanto riguarda Etruria, invece, "al debole controllo degli azionisti ha fatto riscontro l'autoreferenzialità dei vertici aziendali, decisi a mantenere condizioni di autonomia anche a fronte di una situazione sempre più critica".

I problemi di governance, cioè "la strategia delle Fondazioni volta a conservare un ruolo dominante", hanno inciso anche nella crisi di Banca Marche, CariFerrara e CariChieti, aggiunge Barbagallo.