Bce: "In Italia il debito scende ma con troppa lentezza"

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È quanto indica la Bce nel bollettino economico.

"L'economia mondiale continua ad espandersi a ritmi sostenuti, evidenziando segnali crescenti di sincronizzazione". Sulla base della consueta analisi economica e monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato la necessità di un ampio grado di accomodamento monetario per assicurare un ritorno durevole dell'inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento. "Si è mantenuta robusta anche la crescita del Pil in termini reali in Giappone, mentre l'attività economica nel Regno Unito è stata relativamente debole, in parte per l'effetto negativo del deprezzamento della sterlina sul reddito e sui consumi reali delle famiglie, che ha più che compensato il guadagno di competitività e l'impulso positivo proveniente dalla sempre più solida espansione economica dell'area dell'euro".

Le previsioni per l'economia dell'Eurozona, diffuse lo scorso 14 dicembre, stimano una crescita annua del Pil in termini reali pari al 2,4 per cento nel 2017, al 2,3 per cento nel 2018, all'1,9 per cento nel 2019 e all'1,7 per cento nel 2020. Nel Bollettino mensile, la BCE parla di un "ritmo sostenuto dell'espansione economica" e di un "significativo miglioramento delle prospettive di crescita". Tuttavia, si ammonisce nel bollettino, "allo stesso tempo, le pressioni interne sui prezzi rimangono nel complesso moderate e devono ancora mostrare segnali convincenti di una protratta tendenza al rialzo". Il Consiglio direttivo "ha perciò concluso che un ampio grado di stimolo monetario rimane necessario affinchè le spinte inflazionistiche di fondo continuino ad accumularsi e sostengano la dinamica dell'inflazione complessiva nel medio periodo". Il Consiglio direttivo ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento della Bce e continua ad attendersi che rimangano sui livelli attuali "per un prolungato periodo di tempo, e ben oltre l'orizzonte degli acquisti netti di attività". "Il rapporto debito pubblico/Pil nell'area dell'euro continuerà probabilmente a diminuire, sebbene a partire da un livello ancora elevato", per questo "in particolare nei Paesi con alti livelli di debito sono necessari ulteriori sforzi di consolidamento".