Continuano a diminuire i lettori in Italia

Continuano a diminuire i lettori in Italia

Solo 23 milioni di italiani hanno dichiarato di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, per motivi non strettamente scolastici o professionali.

La diffusione dei lettori risente in misura significativa del livello di istruzione: legge il 73,6% dei laureati, ma solo il 48,9% fra chi ha conseguito al più un diploma superiore.

Si riduce ancora la popolazione residente in Italia: al 31 dicembre 2016 ammontava a 60.589.445 persone, oltre 76 mila in meno rispetto all'inizio dell'anno. Anche in questo caso però la questione è più complessa di come potremmo immaginare, perché intanto l'editoria per ragazzi è in crescita rispetto al 2015: +4,5% i titoli e +6,6% le tirature; per l'editoria educativo-scolastica, invece, a fronte di un aumento del numero di opere del 14,6%, si registra un forte decremento delle copie stampate (-19,6%). Persistono anche i divari territoriali: legge meno di una persona su tre nelle regioni del Sud mentre in quelle del Nord-Est si raggiunge la percentuale più elevata, con il 48,7% della popolazione sopra i sei anni lettrice. Nel 2015 era il 42%. Se, secondo gli editori intervistati per l'indagine, tra i fattori che determinano la scarsa propensione alla lettura in Italia c'è anche la mancanza di adeguate politiche scolastiche, è vero anche che la famiglia continua a essere il luogo principale in cui si sviluppa l'amore per la lettura. Leggera crescita dei prezzi rispetto al 2015: nel complesso, i libri pubblicati nel 2016 hanno un prezzo di copertina pari a 20,21 euro, contro i 18,91 dell'anno precedente. Gli editori che pubblicano non più di 50 titoli all'anno rappresentano infatti nel 2016 oltre l'86% del numero totale di editori attivi: di questi oltre la metà (54,8%) sono piccoli editori, i quali pubblicano non più di 10 titoli all'anno mentre quasi un terzo (31,6%) sono editori di media dimensione (da 11 a 50 opere). La città di Milano da sola ospita più di un quarto dei grandi marchi. Le librerie indipendenti e gli store online sono considerati dagli editori i canali di distribuzione su cui puntare per accrescere la domanda e il pubblico dei lettori.