Tassa sulla spesa: dal 1 gennaio 2018 i sacchetti saranno a pagamento

Tassa sulla spesa: dal 1 gennaio 2018 i sacchetti saranno a pagamento

Parliamo oggi nel nostro articolo di una novità che potrebbe essere una scelta non solo economica, ma anche una scelta ecologica: economica, perché questa scelta potrebbe rappresentare una novità importante dal punto di vista del denaro che andrebbe nelle tasche dello Stato con la nuova normativa, ed ecologica perché i sacchetti di frutta e verdura non saranno più di materiale plastico, ma biodegradabile. Nel testo è stata però inserita una norma specifica che recepisce la direttiva europea per ridurre il consumo di sacchetti di plastica e incentivare l'uso di quelli biodegradabili.

Il ministro dell'Ambiente Galletti ha escluso ogni deroga: "Nessuna scusa per chi non è pronto". E' espressamente vietata anche la possibilità di usare sacchetti riutilizzabili, come consentito invece per le "buste" in uso alle casse dei supermercati.

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Per gli esercenti non conviene trasgredire la nuova norma perché le multe sono salate: da 2.500 euro a 25 mila euro ma possono salire 100mila euro se la violazione riguarda quantitativi ingenti o se il valore delle buste fuori legge è superiore al 10 per cento del fatturato del trasgressore. In arrivo con il nuovo anno un altro "balzello" che certamente non sarà gradito ai consumatori che fanno la spesa nei punti vendita della grande distribuzione: quello che prima era un utile strumento di igiene e sicurezza ora si trasformerà nell'ennesima voce di spesa sullo scontrino. Infatti, per coloro che pensano di aggirare il problema riutilizzando i sacchetti biodegradabili, dovranno far fonte al divieto che accompagna la legge per quanto concerne frutta, verdura, pane e alimenti sfusi in genere. Considerato poi che, avendo prodotti a prezzi diversi, non sarà possibile utilizzare lo stesso shopper, allora all'importo di ogni alimento che verrà acquistato si dovrà aggiungere il costo di tutti i singoli sacchetti che verranno usati.