Addio sacchetti di plastica per frutta e verdura: solo compostabili a pagamento

Addio sacchetti di plastica per frutta e verdura: solo compostabili a pagamento

Bisognerà verificare che non si effettuino speculazioni sui prezzi ma in ogni caso si tratta di un provvedimento importante e condivisibile per la lotta all'inquinamento da plastica.

Da oggi, 1° gennaio 2018, anche le #buste della spesa per frutta e verdura saranno a pagamento.

Così come gli shopper per asporto merci, le nuove buste non potranno essere distribuite gratuitamente e il prezzo di vendita risulterà necessariamente sullo scontrino o sulla fattura di acquisto. Il nuovo articolo 226-bis del Dlgs 152/2006 ribadisce la libera circolazione dei sacchetti monouso biodegradabili e compostabili, il divieto alla commercializzazione dei sacchetti di plastica leggeri (fino a 50 micron di spessore) e che possono circolare solo i sacchetti di plastica che abbiano le dimensioni e caratteristiche indicate nel citato articolo 226-bis, differenti a seconda se riguardano esercizi che commerciano generi alimentari o meno.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall'EPA, l'Agenzia Europea per la Protezione ambientale, in Europa si consumano 100 miliardi di sacchi in plastica. Devono sostituirli con sacchetti biodegradabili da far pagare ai clienti, come già succede per le normali buste della spesa: il loro costo probabilmente cambierà da negozio a negozio, ma si stima che vada da 1 a 5 centesimi per sacchetto. Buste che spessono finiscono per inquinare mari e coste. Se fosse esteso a tutti i Paesi del Mediterraneo e non solo, i risultati in termini sarebbero molto più rilevanti. Su scala mediterranea, la messa al bando degli shopper non compostabili è attiva in Italia, Francia e Marocco.

Ad accogliere i timori dei consumatori ci pensa il Codacons, che senza mezzi termini parla di una "tassa sulla spesa". Decisamente più moderati, invece, i toni di Legambiente. Soddisfatta Legambiente che apprezza l'iniziativa: "L'innovazione - dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente - ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purchè sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a busta". Chi non rispetta la nuova legge sarà punito con multe dai 2.500 a 25 mila euro.