Pensioni in pagamento il 3 gennaio

Pensioni in pagamento il 3 gennaio

Torna l'indicizzazione dei trattamenti, che comporta quindi un piccolo aumento dell'1,1% negli assegni, mentre comincia il percorso che porta alla piena equiparazione dell'età pensionabile tra uomo e donna.

A gennaio dovrebbero poter smettere di lavorare coloro che andranno in pensione con l'#ape volontaria, non appena ci sarà la firma delle convenzioni con banche e assicurazioni.

Previsto, poi, un anticipo al massimo di 2 anni per le mamme lavoratrici. Lo strumento riguarda anche le persone che hanno 63 anni e sono disoccupate o invalide o occupate nell'assistenza di parenti disabili.

Così si legge nel testo di legge: "A decorrere dal mese di gennaio 2018, al fine di razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall'INPS, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogati agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell'INAIL sono posti in pagamento il primo giorno di ciascun mese o il giorno successivo se il primo è festivo o non bancabile, con un unico mandato di pagamento ove non esistano cause ostative". Nel pacchetto pensioni della Legge di Bilancio 2018 sono contenute delle misure riguardanti l'aspettativa di vita e l'età pensionabile. Dallo sconto contributivo per le donne, all'aumento della platea dell'Ape social fino all'aumento dell'età pensionabile, sono varie le modifiche al sistema pensionistico italiano approvate nella legge di stabilità del 2018. In vigore sulla carta dal maggio scorso, l'indennità sta arrivando in questi giorni nelle tasche di una prima pattuglia di interessati, che hanno ricevuto gli arretrati relativi al 2017. Dopo un primo gruppo di lavoratori che ha già fatto ricorso all'Ape social, i confini si sono allargati comprendendo le 15 categorie di lavoratori che svolgono le attività considerate gravose e particolarmente usuranti. Le mamme potranno anticipare l'età della pensione di un anno per ogni figlio, con un tetto complessivo di due anni. Diventano poi operativi gli anticipi pensionistici - Ape - volontario e social. Il meccanismo, che vale per tutti i lavoratori, funziona così: si può andare in pensione dai 63 anni ottenendo un reddito che poi va restituito in 20 anni a valere sulla futura pensione.

Potranno consolarsi pensando di essere ancora in gamba come la loro sempre avvenente coetanea Kim Basinger, ma una particolare situazione penalizzante riguarda le lavoratrici dipendenti private nate nel 1953 che avrebbero tutto il diritto di andarsene in pensione a 65 anni compiuti.

Mamme, l'Ape social guarda ai figli - Per le mamme lavoratrici la possibilità di accedere all'anticipo pensionistico a carico dello Stato viene "pesato" in base ai figli.