Torrenova ancora palcoscenico per una baby gang, vandalismi e proteste

Torrenova ancora palcoscenico per una baby gang, vandalismi e proteste

Venerdì 12 gennaio un ragazzo di 15 anni, residente a Melito, è stato aggredito e picchiato da un gruppo di una quindicina di giovanissimi. I media locali sottolineano l'indifferenza generale dei passanti, che non hanno risposto alle richieste d'aiuto del giovane.

Legalità e sicurezza. Si tratta di quanto chiedono i manifestanti della "Marcia degli ombrelli", che hanno sfilato per più sicurezza, più controlli, il rispetto delle regole del vivere civile. Il ragazzo martoriato dalle botte è stato poi trasportato d'urgenza all'ospedale San Giuliano di Giugliano dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Il decorso post-operatorio è regolare. Aperta un'inchiesta: delle indagini si stanno occupando gli agenti del Commissariato di polizia di Giugliano in concerto con i colleghi del Commissariato di Chiaiano.

I due cugini della vittima hanno fatto in tempo a fuggire, mentre Gaetano è rimasto a terra, continuando a subire violenza. Sconvolti i parenti, tutti incensurati e lavoratori, che sono in apprensione e in attesa nelle sale del nosocomio giuglianese. Quando tutto è finito, il ragazzino è riuscito a ritornare a casa, a Melito, ma il dolore era forte così uno zio lo ha accompagnato all'ospedale di Giugliano. Lì i medici hanno riscontrato un grave danno alla milza, che gli è stata asportata quest'oggi.

E dopo il ferimento del figlio 15enne la mamma lancia un appello: "Chi ha visto qualcosa che può servire alle indagini condotte dalle forze dell'ordine ci aiuti, ma soprattutto sporga denuncia", la nostra città non può morire.

Un mese fa un'altra aggressione a Napoli. E informa: "Abbiamo elementi investigativi su cui orientare le indagini". Il questore si rivolge ai napoletani, ribadendo queste parole: "basta con l'omertà, chi ha visto parli". "Non siamo tutelati, questa storia deve finire". Non è possibile che episodi del genere si ripetono con tanta frequenza. "Sono branchi che si mettono insieme, che eludono anche la sorveglianza dei genitori, forse assenti, e si rendono protagonisti di questi atti vili e di inaudita violenza", spiega.