Latte in polvere Lactalis contaminato da salmonella: richiamate 12 milioni di scatole

Latte in polvere Lactalis contaminato da salmonella: richiamate 12 milioni di scatole

Il latte e i prodotti caseari di Lactalis vengono utilizzati anche per l'alimentazione dei bambini e molti genitori hanno fatto causa all'azienda dopo che i loro figli si sono ammalati. In Francia la salmonellosi ha colpito 35 neonati che avevano consumato latte in polvere contaminato, prodotto nell'opificio di Craon.

Sono ancora in corso accertamenti, per vedere se nel frattempo altri bambini sono stati contaminati (la salmonella può risultare mortale per i neonati), anche nei Paesi all'estero, come il Marocco e Taiwan, dove quel latte è finito.

Il primo allarme sulla sospetta contaminazione era scattato il 2 dicembre scorso con i primi richiami di prodotto e poi il 21 dicembre, in via precauzionale, il gruppo Lactalis aveva deciso, dopo un consulto con le autorità sanitarie, un ulteriore richiamo includendo tutti i prodotti per l'infanzia e i prodotti alimentari fabbricati o condizionati nello stabilimento di Craon. I controlli già effettuati in Francia hanno permesso di trovare scatole di latte potenzialmente contaminate nei supermercati, ma anche in farmacie, asili nido e ospedali. Altri due casi sono stati segnalati in Francia e Grecia. L'ha affermato l'amministratore delegato del gruppo, Emmanuel Besnier, in un'intervista ai media transalpini. "Dobbiamo misurare la portata di questa operazione", ha spiegato, rivelando appunto che ci sono 83 nazioni coinvolte, per un numero di confezioni che supera i 12 milioni di scatole. Da noi, infatti, i marchi di proprietà di Lactalis (Galbani, Invernizzi e Cademartori, per citarne tre), non vendono latte in polvere.

Il ministro dell'economia francese, Bruni le Maire, ha voluto incontrare il presidente della società interessata, Emmanuel Besnier, invitando quest'ultimo "ad essere più trasparente" in quanto la trasparenza, nell'ambito commerciale, rappresenta, secondo lui, una garanzia di fiducia per tutti i possibili consumatori. E mentre i marchi della grande distribuzione, come Carrefour e Auchan ammettono errori nella "messa al bando" dei prodotti, ma scaricano la responsabilità su Lactalis per aver trasmesso in modo errato i riferimenti dei prodotti a rischio, le associazioni dei consumatori si preparano a una mega-causa contro l'azienda. "Dall'8 dicembre però non c'è stato nessun nuovo caso", ha sottolineato l'a.d. assicurando che "la nostra priorità assoluta è la sicurezza totale".