'Ndrangheta, maxi blitz "Stige": tutte le accuse al clan Farao-Marincola

'Ndrangheta, maxi blitz

Quella condotta questa mattina dai carabinieri è una delle operazione piu importanti degli ultimi 23 anni per numero di arrestati. Lo ha detto il Procuratore della DDA di Catanzaro, Nicola Grattreri, aprendo la conferenza stampa per gli arresti dell'operazione Stige.

"Prima di essere nominato procuratore - ha detto Gratteri - sono andato a trovare il generale per spiegargli il progetto che avevo in mente per creare una struttura solida e forte. La ndrangheta ha messo suoi uomini alla gestione del potere funzionali alla organizzazione criminali". Al centro dell'inchiesta- si legge nellordinanza- ci sono le attività criminali della cosca Farao-Marincola, una delle più potenti della Calabria con ramificazioni anche nel Nord e Centro Italia (in particolare Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia) e in Germania.

"Infiltrazioni nell'economia legale" In questo modo "venivano agevolate le attività del sodalizio che risultava rafforzato nella capacità operativa ossia dalla possibilità di introdursi nel ramo imprenditoriale dei lavori pubblici e privati per il tramite di soggetti interposti fittiziamente nello svolgimento di tali lavori, con un accresciuto senso di sicurezza e una maggiore manifestazione delle capacità di condizionamento imprenditoriale e finanziario del territorio, resa manifesta dalla possibilità di introdursi nell'economia legale dei lavori pubblici di interesse anche nazionale, notoriamente assistiti dall'introito di cospicui ricavi".

L'imprenditore fermato era l'ufficiale di collegamento tra Giuseppe Giglio e gli imprenditori del territorio.

Il perché di una così imponente azione investigativa si può ritrovare nelle parole di Gratteri che, in conferenza stampa, ha ringraziato il Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette "per aver investito uomini e risorse sul distretto di Catanzaro". Attraverso imprese mafiose collegate e una serie di violenze e minacce nei confronti degli imprenditori concorrenti, l'organizzazione riusciva a pilotare le aste pubbliche per l'assegnazione di lotti di terreno boschivo.

Infine, sono state accertate ulteriori attività illecite riguardanti sia l'operatività di una serie di imprese/cartiere controllate o riconducili alla cosca, deputate all'emissione di fatture per operazioni inesistenti finalizzate a frodare l'i.v.a. e ripulire denaro di illecita provenienza, sia relative a un traffico transnazionale di autoveicoli di grossa cilindrata.