Tv, "Rocco Chinnici" il giudice ucciso dalla mafia di terzo livello

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Manuela Ventura, attrice catanese, ha il ruolo della moglie di Chinnici. Io non ho paura della morte e, anche se cammino con la scorta, so benissimo che possono colpirmi in ogni momento. Prima di Chinnici, aggiunge Barbareschi, "non c'era grande eco sulla stampa, in tv, lavoravano in grande riservatezza".

Ma che cosa ha di diverso Chinnici dai tanti eroi tirati fuori dalla realtà che lattore ha interpretato sino ad oggi? "La verità, forse, è che c'era un Sud colto e saggio e un Nord che se ne è impossessato".

Sergio Castellitto è Rocco Chinnici, giusto ma distratto dai dettagli della creazione del personaggio-uomo: la giacca nella maniglia, il caffè a letto, il rito del terzo grado con i potenziali fidanzati della figlia, sono dettagli funzionali ma che senza la costruzione di una vera personalità, acquisiscono troppa importanza a scapito della vera natura delluomo. Non c'è dunque soltanto la storia professionale di Chinnici, ma della sua famiglia e del suo rapporto con la figlia.

Un cast davvero importante quello scelto per il mini film che racconta la storia e la vita di Rocco Chinnici. "Semplicemente esiste ancora. Non ha vinto la mafia ma non ha vinto nemmeno chi l'ha combattuta o chi la combatte". Alla presentazione della fiction in Rai Caterina Chinnici ha detto: "Il dolore della sua morte ti accompagna sempre ma diventa una forza, nel voler ricordare il suo impegno e quello che ha fatto per il Paese. Lho scritto perché ho voluto farlo rivivere ancora una volta, anche con questo film". Il film sara' proiettato il 24 gennaio al Parlamento europeo. "Senza quest'analisi, non c'è sviluppo personale e non va avanti la società". Dopo aver conseguito la maturità classica nel 1943 frequentò la facoltà di giurisprudenza presso l'Università di Palermo, in cui si laureò nel 1947. E Tina era lì ad ascoltare, osservare: a volte bastavano poche parole, sguardi. "E' riconosciuto da tutti che la grande intuizione del pool è una sua idea, era un grande agitatore di talenti" ha spiegato Castellitto.

Caterina Chinnici torna a parlare del padre: "In Sicilia i sacrifici sono stati tanto: certo non è stato facile accettarli, eppure quei sacrifici sono serviti". Quando si è intestato tutte le indagini, all'epoca era impensabile, così come indagare a livello bancario. "Rocco Chinnici" finisce così per rimanere in un limbo che non sazia, riconoscibile prodotto per una tv che troppo spesso non cerca di rinnovare i canoni narrativi, pensando a conservare lo zoccolo duro degli spettatori (in via di estinzione), ma rischiando di perdere, in favore di nuovi media, il pubblico più esigente. "Ma questo non impedisce né a me né agli altri giudici di continuare a lavorare". Lo dico con speranza e con speranza lho raccontato ai miei figli mentre vedevo nei loro occhi quello che non trovo altrove, la luce di chi ancora fa la differenza tra bene e male.