Fmi rialza stime Pil Italia

Fmi rialza stime Pil Italia

Rispetto al World Economic Outlook di ottobre, l'Italia ha guadagnato 0,3 punti di crescita nel 2018 e 0,2 punti nel 2019.

"L'incertezza politica fornisce spazio a rischi per la realizzazione delle riforme o alla possibilità di un riorientamento delle agende", scrivono i tecnici di Washington in riferimento alle elezioni che si terranno il 4 marzo. L'aggiornamento dell'Outlook, presentato durante il World Economic Forum di Davos, per quest'anno si colloca su un incrmento analogo a quello resa noto venerdì scorso da da Bankitalia nel suo Bollettino Economico mentre per il prossimo anno è inferiore di un decimo di punto. Per l'Italia (e per altri paesi), comunque, il documento segnala anche i rischi in materia di attuazione delle riforme dovuti all'incertezza politica legata alle prossime elezioni.

"I tassi di crescita per molte delle economie dell'area dell'euro sono stati rivisti al rialzo, soprattutto per Germania, Italia e Paesi Bassi, riflettendo il maggiore impulso della domanda interna e una maggiore domanda esterna", spiega il Fmi.

Per quanto in miglioramento, le prospettive dell'economia italiana restano ampiamente più deboli rispetto alla media della zona euro: per quest'ultima il Fmi stima un +2,4% nell'anno appena concluso, un +2,2% nel 2018 e un +2,0% nel 2019 (in tutti tre i casi le previsioni sono state alzate di 0,3 punti percentuali rispetto a ottobre). Dunque la riforma fiscale di Trump è vista come volano di crescita che dovrebbe portare gli States a un PIL del 2,7% nel 2018, contro il +2,3% del 2017 e al +2,5% nel 2019. Per l'Eurozona, dopo il +2,4% del 2017, il Fondo monetario prevede per quest'anno una crescita del 2,2% e del 2% per il prossimo (+0,3 punti percentuali rispetto alle stime precedenti per entrambi gli anni).