L'aumento di capitale Creval fa crollare il titolo: dettagli e caratteristiche dell'operazione

L'aumento di capitale Creval fa crollare il titolo: dettagli e caratteristiche dell'operazione

Perché il giudizio degli analisti sia così cauto è evidente: a fronte di una capitalizzazione di circa 110 milioni, al mercato vengono chiesti 700 milioni, il che significa che i soci che non parteciperanno subiranno una diluizione pari almeno al 85%-90% del valore ante aumento.

Partirà lunedì 19 per chiudersi giovedì 8 marzo l'aumento di capitale del Creval che, come annunciato nei mesi scorsi, sarà di 700 milioni. In particolare, il Cda ha deliberato di emettere massime 6.996.605.613 azioni ordinarie Creval di nuova emissione, prive dell'indicazione del valore nominale, aventi le stesse caratteristiche delle azioni Creval in circolazione, compreso il godimento, da offrire in opzione agli azionisti di Creval a un prezzo unitario di sottoscrizione pari ad 0,1 euro, di cui 0,09 euro a titolo di sovrapprezzo, nel rapporto di 631 azioni Creval di nuova emissione ogni n.1 azione posseduta. Lo sconto sul prezzo teorico dopo lo stacco del diritto d'opzione (Terp) è del 16%.

Prezzo di acquisto: 0,10 euro per azione Creval.

In Borsa ieri è stata un'altra seduta sotto pressione. Anche per questo il titolo, mercoledì 14 chiuso a 10,2 euro, in Borsa ha perso un altro 4,3%.

A garanzia dell'intera operazione c'è un consorzio di garanzia molto robusto. La banca punta a liberarsi di oltre 2 miliardi di euro di no performing loans: 1,6 miliardi con Gacs prevista dal piano presentato a novembre nel primo semestre di quest'anno. Per un'ulteriore tranche di circa 500 milioni di cui è prevista la vendita nel secondo semestre.

Insomma: l'eredità di una passata gestione del credito quanto meno infelice e la cautela degli investitori a investire in attività bancarie che restano poco redditizie e che potrebbero risentire di un quadro politico nazionale turbolento, potrebbe mettere i bastoni tra le ruote alla banca di Fiordi, che oggi cercherà di estrarre l'asso dal mazzo per convincere collocatori e mercato che la svolta è a portata di mano e vale la pena di scommettere sul Creval, evitando ogni ipotesi di ricapitalizzazione precauzionale a carico dei contribuenti italiani, gli unici che insieme a Fiordi debbono davvero augurarsi che tutto fili liscio. Sono note le avance rivolte da tempo alla Popolare di Sondrio da sempre abbastanza fredda ma, comunque, intenzionata a esplorare nuove opportunità.

Sullo sfondo per il Creval rimane un successivo scenario di M&A con diverse banche (Banco Bpm, Bper, Credit Agricole Italia, Ubi e Credem) che sono state accostate al nome di Creval. In considerazione della capitalizzazine di Creval, il controvalore massimo lordo dell'offerta sarà pari a 699,66 milioni di euro. Tutte fusioni accrescitive con rischi di esecuzione limitati.