Mantova revoca cittadinanza onoraria a Mussolini 94 anni dopo

Mantova revoca cittadinanza onoraria a Mussolini 94 anni dopo

La mozione, ispirata da Fausto Banzi di Sinistra Italiana, era stata spiegata dal capogruppo del Pd Giovanni Pasetti con il fatto che Mussolini non avesse "fatto nulla per Mantova, ma è stato un dittatore e un liberticida". Prima i manifesti di CasaPound contro una non specificata "feccia" che commette "violenze, scippi, furti e spaccio" e che porta "degrado".

Respinto il tentativo, da parte di Tonelli (Cinquestelle) di rendere la votazione segreta perché la delibera "riguarda l'onorabilità di una persona seppur deceduta". Invece a Bergamo è ancora in corso il dibattito, con il sindaco Giorgio Gori, candidato dem alla presidenza della Regione Lombardia, contrario a revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini perchè questa dovrebbe rimanere come "monito", perchè "proporne la cancellazione è un errore che denuncia una mancanza della necessaria distanza dai fatti della storia". "Sarò un postino, ma lei deve rispettare le regole" ha fatto presente Allegretti. "Non si può cancellare la storia" hanno sostenuto icontrari alla revoca della cittadinanza. 17 sì della maggioranza, compatta, contro i 10 no di Movimento5Stelle e Casa Pound, assenti la Lega e liste civiche.

Quella della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini è una vicenda che accomuna molte città d'Italia, che negli anni in cui il fascismo aveva preso il potere facevano a gara a concederla a colui che qualche anno dopo si proclamò "Fondatore dell'Impero" e che portò l'Italia nel grande massacro della Seconda Guerra Mondiale, facendola poi sprofondare nella guerra civile. Ha riconosciuto che nella questione "trovano legittimità posizioni diverse" e che "il voto, che altrove ha diviso le forze politiche, qui non determinerà gli amici e i nemici di Mussolini. Stiamo solo ragionando se la cittadinanza a Mussolini oggi rientri o meno nei valori che questo consiglio e questa città intendono celebrare".