Addio alle monete da 1 e 2 centesimi: cosa accade ai consumatori?

L'abolizione delle monete da 1 e 2 centesimi fa da seguito a un'operazione dello stesso tipo che è già stata varata da tempo in altri paesi europei. Il cambiamento più evidente non potrà che riguardare i prezzi, i quanto non essendoci più monete da 1 e 2 centesimi non avremo più conti da pagare che finiscono, per esempio, in 98 centesimi. In realtà per i cittadini non cambierà sostanzialmente nulla. In questo modo il Governo potrà risparmiare circa 20 milioni di euro per il Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato. Gli importi, però, in caso di pagamento in contanti, vanno arrotondati per eccesso o difetto.

Tutti i soggetti pubblici o incaricati di pubblici uffici o di pubblici servizi, compresi i loro concessionari, rappresentanti, mandatari o agenti, sono autorizzati ad acconsentire all'arrotondamento di qualunque autonomo importo monetario in euro a debito o a credito. Se il conto, ad esempio, è di 16,22 euro il cliente dovrà pagare 16,20 euro; se invece il conto è di 17,88 euro, si dovrà pagare 17,90 euro.

La novità non dovrebbe portare particolari disagi ai consumatori mentre qualche piccolo correttivo lo comporta per i negozianti, che devono tenere il registro dei corrispettivi, indicando gli arrotondamenti contabili attivi e passivi. Non solo, ma deve anche riferire su base semestrale le dinamiche e le eventuali anomalie rilevate nell'esercizio delle proprie attività con segnalazioni al Ministro dello Sviluppo economico e all'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Ma attenzione: l'arrotondamento non vale se il pagamento è effettuato con bancomat o carta di credito. Nel corso del primo anno dell'introduzione dell'euro (2002) l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha coniato 1.061 milioni di monetine da 1 cent e 917 milioni di monetine da 2 cent. Messe insieme, tali monetine hanno rappresentato il 29,4% del totale delle monete coniate nel 2012. Secondo le Stime inserite in una mozione presentata circa 4 anni fa in Parlamento, nel 2013 il costo sarebbe stato di circa 23 milioni di euro.