Rapporto Agcom: spopola l' informazione sul web

Rapporto Agcom: spopola l' informazione sul web

Dallo studio emerge che la quasi totalità della popolazione italiana accede ai mezzi di comunicazione anche al fine di informarsi e oltre l'80% dei cittadini accede all'informazione regolarmente (tutti i giorni).

Nell'anno delle fake news e della disinformazione veicolata attraverso le nuove piattaforme online, spiega l'Agcom, la dieta informativa degli Italiani è caratterizzata da "uno spiccato fenomeno di cross-medialità" che oramai "riguarda oltre i tre quarti della popolazione italiana". Solo la televisione resiste ancora come mezzo dotato di un suo bacino (circa l'8 per cento della popolazione) di utenza esclusiva (cd. captive). Mentre il 5% degli italiani non si informa affatto, almeno non ricorrendo ai mezzi di comunicazione di massa. La televisione si conferma ancora il mezzo con la maggiore valenza informativa, sia per frequenza di accesso anche a scopo informativo, sia per importanza e attendibilità percepite. Non stupisce che la televisione sia ancora il canale informativo per eccellenza, sia per frequenza d'utilizzo che per accesso. Riguardo invece al grado di attendibilità delle notizie, gli italiani continuano a ritenere più affidabili, rispetto alle fonti online, quelle acquisite attraverso le fonti tradizionali. Il 19,4% indica una fonte algoritmica come la più importante nella propria dieta informativa.

Gli italiani infatti sfruttano le prestazioni algoritmiche dei diversi servizi, quindi le fonti, più che le singole testate sono proprio i social, i motori di ricerca, gli aggregatori di notizie e i portali, utilizzate dal 55 percento della popolazione. Se, da un lato, la possibilità di accedere a più mezzi (in molteplici modi e momenti) innalza la possibilità di esposizione all'informazione, dall'altro, l'emergere di abitudini di consumo come simultaneità negli usi dei media e frammentazione (di audience, tempo e contenuti) possono favorire un consumo superficiale e disattento delle informazioni. E una maggiore dipendenza dei minori dall'informazione online, che ha un ruolo di primo piano, quando non esclusivo nella loro dieta mediatica. Tra queste fonti, però, si riscontra una minore affidabilità percepita, in particolare per i social, ritenuti affidabili o molto affidabili da meno del 24% di chi li consulta per reperirvi informazioni. Per fonti editoriali, precisa altresì l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, si intendono i siti web, le applicazioni messe a disposizione dagli editori tradizionali, e quelle dei nativi digitali.

Le piattaforme digitali fungono da intermediari per l'accesso all'informazione online da parte dell'individuo, accesso che molto spesso è frutto anche dell'incidentalità e casualità della scoperta delle notizie da parte dello stesso cittadino, che peraltro rischia di non avere piena consapevolezza circa la natura e la provenienza dell'informazione.

In altre parole, il legame tra lo svolgimento di tutte le azioni informative sui social network e la polarizzazione ha evidenti riflessi sul concretizzarsi di fenomeni di diffusione di posizioni radicalizzate e creazione di bolle ideologiche. Il Rapporto mostra come gli individui più schierati dal punto di vista ideologico (polarizzati) ricorrano in maniera piuttosto ampia ad Internet come mezzo di comunicazione per informarsi, secondo dinamiche che portano alla formazione delle cosiddette 'echo chamber', ossia da individui che discutono solo all'interno di una cerchia di persone vicine ideologicamente.