Il Cacciatore fiction: ecco chi è il magistrato Alfonso Sabella

Il Cacciatore fiction: ecco chi è il magistrato Alfonso Sabella

Il cacciatore, serie in sei serate, andrà in onda in prima tv alle 21.20 su Rai2 dal 14 marzo ogni mercoledì.

Il Cacciatore è la storia della discesa agli inferi di un giovane PM, ma in parallelo racconta anche il privato di quei boss sanguinari a cui Saverio dà la caccia.

Per non parlare della color correction seppiata dalla precisa valenza filologica, che in qualche momento, anche se mi rendo conto che per una fiction italiana possa suonare come una bestemmia, raggiunge addirittura delle finalità espressive chiaroscurali, tutt'altro che rassicuranti, in scia agli ottimi prodotti crime italiani targati Sky di questi anni: il chiaro segnale che qualcosa, anche se in piccolo, si sta muovendo positivamente anche nella fiction Rai, perfino su temi e argomenti già ampiamente frequentati e inflazionati.

Nel primo episodio, dal titolo "Nel bosco", nel 1993, Saverio Barone, un giovane magistrato in servizio a Termini Imerese, in un mix di ambizione e senso del dovere, decide di denunciare al Csm il suo capo, Salvatore Donà, perché sospetta una sua collusione con la mafia locale. Vengono così raccontate le vicissitudini di Leoluca Bagarella, Don Luchino, capo supremo della mafia palermitana, che nonostante l'enorme potere vive il dolore di non riuscire a concepire un figlio con sua moglie Vincenzina (Roberta Caronìa).

All'indomani delle stragi che segnarono un punto di non ritorno per l'Italia intera, cominciò una forma più agguerrita di lotta alla mafia che chiamò in causa una serie di persone che, fino ad allora, non avrebbero neanche mai pensato di intraprendere questo percorso. I colleghi lo trattano con sufficienza e non ha ancora avuto modo di mostrare il proprio valore. Alla fine però tutto arriva, e finalmente si crea l'occasione che tanto aspettava. Brusca mal digerisce la decisione ma, per adesso, è costretto a piegarsi. Si tratta di Mico Farinella.

Una tensione crescente, l'introduzione di un nuovo antagonista sul finir del secondo episodio, immagini d'archivio misti a nuove riprese e caratterizzazioni dei personaggi, buoni e cattivi, forte e non unilaterale, sono alcuni degli ingredienti che fanno del prodotto non una semplice docufiction.