M5s avvia contatti per presidenze Camere

M5s avvia contatti per presidenze Camere

A confermarlo lo stesso leader della Lega, Matteo Salvini, che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, riportate da Repubblica: "Sento forte il dovere di tener fede al mandato di 12 milioni che hanno scelto il centrodestra e di quasi 6 milioni che hanno scelto la Lega: stiamo lavorando per dare un governo a questo Paese con un programma di centrodestra aperto ad arricchimenti, ma non stravolgimenti". Tutto il resto è possibile. Il M5S dovrebbe fare il governo con la Lega o PD? Matteo Salvini e Luigi Di Maio cercano punti di convergenza per il proprio programma politico e la formazione del Governo 2018 cercando di "spartirsi" le pietanze che si possono degustare al gran buffet di Roma. Mancano ancora una decina di giorni al voto delle presidenze della Camere e le ipotesi sono ancora tante, ma una sembra più certa delle altre. In serata chiama Di Maio per una prima presa di contatto. Domani i nostri capigruppo Giulia Grillo e Danilo Toninelli si confronteranno anche con le altre forze politiche. "Vogliamo figure di garanzia". Ma i dem frenano subito, e c'e' chi afferma che sarebbero anche disponibili a votare alla Camera per il legista Giorgetti. Mi fa piacere raccontarvi cosa ci siamo detti perché voglio che tutto avvenga nella massima trasparenza.

Se viene inserita nella trattativa tra i partiti la dimensione della divisione tra conservatori e progressisti nel contesto dei diritti civili e sociali, e la si incrocia con quella tradizionale tra partiti di sinistra e di destra, "emerge chiaramente la maggiore compatibilità programmatica del blocco di centrosinistra con il M5s, in particolar modo tra il Pd e i 5 stelle".

"A breve presenteremo il nostro Def - fa sapere la vicecapogruppo vicaria M5s alla Camera, Laura Castelli - fornito sia del quadro tendenziale che di quello programmatico". Va precisato che 'partito mediano' non è sinonimo di 'partito di centro' ma e' il partito che contiene al suo interno quel votante (mediano) che, indipendentemente dalla sua posizione ideologica, divide esattamente a metà la distribuzione dei seggi in parlamento.