Versace e Furla, basta pellicce animali: "non voglio uccidere per fare moda"

Versace e Furla, basta pellicce animali:

"Pelliccia? Ne sono fuori".

A svelarlo è la regina di una delle più importanti maison di moda.

Svolta epocale del brand italiano, dopo altri noti marchi nel mondo della moda, anche Donatella Versace adotta una condotta cruelty free. "Non voglio uccidere animali per fare moda".

Di recente, infatti, anche Michael Kors, Jimmy Choo e Gucci hanno dichiarato che non utilizzeranno più real fur andando ad aggiungersi a griffe quali Giorgio Armani, Tommy Hilfiger, Calvin Klein e Ralph Lauren.

La notizia è stata accolta con clamore da Mimi Bekhechi, direttore di PETA, che ha commentato la decisione, sostenendo: "Peta Usa ha organizzato interruzioni di sfilata, proteste e una campagna blitz nel 2006 in un'epoca in cui Versace era sinonimo di pelliccia, perciò questa notizia è ben accolta".

In un'intervista al Sole 24 Ore del 28 febbraio scorso, Roberto Scarpella, presidente dell'Associazione italiana pellicceria (Aip), ha dichiarato che nel 2017 la produzione "facon" è cresciuta del 9,6% a 550 milioni; il segmento wholesale e quello retail sono aumentati del 4% a 736 milioni e 1,37 miliardi. A partire dalla stagione Cruise 2019, disponibile negli store da novembre 2018, tutti i prodotti delle collezioni Donna e Uomo del brand saranno realizzati in pelliccia ecologica. "La decisione, inoltre, risponde alla crescente ricerca di prodotti etici da parte di un consumatore sempre più consapevole e attento a queste tematiche", ha fatto sapere Alberto Camerlengo, CEO del Gruppo Furla. "La realizzazione di Donatella che è sbagliato prendere a bastonate gli animali e ucciderli con scariche elettriche per la pelliccia è un punto critico per la campagna a favore della moda senza crudeltà, e la PETA non vede l'ora di vedere prossimamente un divieto dell'uso delle pelli da parte di Versace".