'La mafia uccide solo d'estate 2', Pif: "È la nostra battaglia culturale"

'La mafia uccide solo d'estate 2', Pif:

La mafia non uccide più solo d'estate nella seconda stagione della serie che torna in prima serata su Rai1 dal 26 aprile. E si dichiara ottimista sulla situazione attuale: "E' stata fatta una cosa che non ho avuto il coraggio di fare durante il film, cioè inserire immagini di repertorio in mezzo, come ad esempio nella scena in cui vediamo il discorso storico di Mattarella di fronte a Pertini (mi vengono le lacrime quando ci penso) venuto per fargli sentire che non era solo e lo Stato era con lui, e passare dal documento alla ricostruzione". Ma come probabilmente ricorderete, il piccolo Salvatore (Eduardo Buscetta), consumato dall'amore per la compagna di scuola Alice e deciso a non darla vinta alla mafia, scappava dal traghetto inseguito dai suoi. Tra il capofamiglia Lorenzo (Claudio Gioè), dirigente pubblico paladino della legalità e la moglie Pia (Anna Foglietta), si affaccia una crisi, anche perché lei accetta una raccomandazione per la tanto agognata (e meritata) cattedra di insegnante.

No, la mafia non è metereopatica e non uccide solo d'estate. Francesco Scianna è lo zio Massimo, sposato con Patrizia (Valentina D'Agostino), Nino Frassica è fra' Giacinto. "In questo secondo capitolo - commenta Pif - si parla di coscienza e soprattutto di coraggio, che è quello che mette in azione la coscienza".

"Abbiamo girato il film a Palermo - ha detto - senza pagare il pizzo alla mafia: questa non è soltanto una serie televisiva, è la dimostrazione che le cose si possono cambiare. Per noi è un elemento di lotta, stiamo facendo pura e essenziale antimafia, più ragazzi ci saranno a guardare questa serie, più saranno una speranza per il futuro". La famiglia Giammarresi siamo tutti noi, non solo i palermitani ma tutti gli italiani. "Questa serie è quell'esame di coscienza che non ci siamo mai fatti". Per Gioè "la sua forza è proprio raccontare il punto di vista dell'uomo comune, scoprire che in quegli anni l'unica arma di difesa dal malaffare era culturale, cercare di trasmettere a figli un senso civico e di legalità".

Unendo racconto del quotidiano, cronaca, ironia e denuncia, la storia riprende nella Palermo del 1979, alla vigilia della più cruenta guerra di mafia di sempre, tra i Corleonesi di Totò Riina e i 'palermitanì di Stefano Bontate, come ricorda nel ruolo di voce narrante Pif. Il racconto, nell'intenzione della Rai e degli autori, guidati da Stefano Bises, continuerà: "Di materiale storico ce n'è in abbondanza - dice Bises - potremo seguire il bambino, Salvo, dall'ingenuità dell'infanzia ai graffi dell'adolescenza".

Per la Rai La mafia uccide solo d'estate "è una serie particolarmente importante perché racconta la storia del nostro Paese in modo nuovo e inedito - dice il direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta - non fa epos sulla mafia ma la irride, anche mostrandone la pochezza umana, senza di menticarne la violenza".