Medici e infermieri aggrediti dai pazienti: emergenza violenza negli ospedali

Medici e infermieri aggrediti dai pazienti: emergenza violenza negli ospedali

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. A Napoli, una dottoressa del 118 è stata aggredita, insieme ad altri operatori del 118, e presa a schiaffi, pugni e sputi dai parenti e amici di una coppia caduta dal motorino, che stava soccorrendo. Stesso scenario nella Capitale, all'ospedale Sant'Andrea, dove il padre di un paziente ricoverato si è scagliato contro la dottoressa di turno minacciandola di morte e stringendole le mani al collo.

A Palese, in provincia di Bari, un intero equipaggio del 118 è stato tenuto sotto scacco da un paziente armato di katana, riuscendo a sfuggire per miracolo alla sua furia. Un encomio particolare è stato indirizzato al medico di Napoli Mariolina Longo: prima non si è lasciata intimidire dalle pressioni e minacce dei parenti che volevano dirottare i traumatizzati in un altro ospedale, più lontano, e solo il tempestivo intervento ha permesso di salvare la donna dall'emorragia all'arteria collaterale della femorale, salvandole la vita.

Aggressioni a medici, la Fiaso stima che sono almeno 3 mila l'anno. In 16 casi su 100 è stato necessario ricorrere alle cure di qualche collega. All'evento, sostenuto dall'assessorato regionale alla Salute, sara' presente l'assessore Ruggero Razza: "Assumo l'impegno di promuovere iniziative concrete per aumentare i livelli di sicurezza nei presidi e sostengo questo importante messaggio di non violenza rivolto a tutta la comunita' siciliana, affinche' ognuno di noi rifletta sull'importanza del lavoro dei medici e del personale sanitario che negli ospedali offre la propria assistenza umana e professionale ad ogni malato e ne costituisce punto insostituibile di riferimento". Francesco Ripa di Meana, presidente Fiaso, annuncia l'avvio di una raccolta firme per la presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare.

"È altresì improcrastinabile - conclude - una rivoluzione dell'opinione pubblica che rimetta al centro l'alleanza terapeutica: sono i medici, gli operatori sanitari che ormai stanno reggendo il sistema, soli contro carenze organizzative e istituzionali". A rendere noti gli ultimi episodi è stata la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) che avverte: "A rischio è la stessa relazione di cura medico-paziente". Lo fanno a costo di gravi sacrifici personali: turni oltre ogni limite, reperibilità praticamente non pagata, pensioni sempre più lontane, quasi un miraggio. Garau parla inoltre di un malessere diffuso da parte degli utenti che rivolgono astio, rabbia e frustrazione contro il personale medico. Nel 2018 denunciati solo all'Inail 1.200 casi di violenza.