Omicidio Ilaria Alpi: nuove carte, si valuta riapertura del caso

Omicidio Ilaria Alpi: nuove carte, si valuta riapertura del caso

Martedì 17 aprile, dalle 9.30 alle 12.30, i rappresentanti dei giornalisti italiani si ritroveranno davanti al tribunale di Roma, a piazzale Clodio, per chiedere che non vengano archiviate le indagini sull'assassinio della giornalista e dell'operatore del Tg3, uccisi in circostanze ancora da chiarire il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, in Somalia. Del dialogo intercettato sono stati messi a conoscenza solo di recente i magistrati responsabili del fascicolo.

Così sulla base di questa novità e di nuovi documenti presentati dalla famiglia della giornalista, il giudice ha aggiornato l'udienza al prossimo 8 giugno. In queste settimane gli inquirenti analizzeranno le carte arrivate da Firenze.

Nella richiesta di archiviazione, la procura affermava che non era stato possibile individuare gli esecutori e i mandanti del duplice delitto. Presenti anche le associazioni Art.21 e Libera Informazione.

'Non voglio fare alcun commento, perché mi sono illusa troppe volte' lo sconsolato parere della mamma di Ilaria. "Il giudice ha fissato una nuova udienza - ha concluso - per la discussione e noi faremo di tutto perché questa inchiesta non finisca in archivio. Andiamo avanti insomma, anche se sono stanca", ha commentato la madre di Ilaria, Luciana.

Si riapre il caso Alpi. Luciana e il papà di Ilaria, Giorgio, mi hanno sempre aiutato e hanno sempre sostenuto la mia innocenza, fin dal primo giorno.

Nel provvedimento, circa 80 pagine, firmato dal pm Ceniccola ci sono le risposte ai quesiti posti all'epoca dal gip Cersosimo e la indicazione degli elementi, a cominciare dall'impossibilità di attivare indagini in Somalia, che impediscono di accertare il movente e gli autori degli omicidi. "Quanto ai soldi, il mio difensore, l'avvocato Tonino Moriconi, dice che i tempi purtroppo saranno lunghi perché il ministero della Giustizia deve prevedere un accantonamento ad hoc della somma".