Piazza San Carlo, cade l'accusa di omicidio preterintenzionale

Piazza San Carlo, cade l'accusa di omicidio preterintenzionale

È caduta l'accusa di omicidio preterintenzionale per i due giovani magrebini arrestati a Torino e responsabili assieme ad altre tre persone, secondo le accuse, del panico scatenato in piazza San Carlo lo scorso 3 giugno, durante la finale di Champions League tra Juve e Real Madrid.

Sempre secondo il Gip gli arrestati hanno la 'gravissima colpa' di 'avere causato le prime condizioni perché si realizzassero le gigantesche e plurime ondate di panico che hanno causato cosi' tanti feriti fra gli spettatori e la morte di una di questi'.

Prima era ipotizzato l'omicidio preterintenzionale, una morte non voluta ma prevedibile come conseguenza di un gesto finalizzato a far male, cioè l'usare lo spray urticante per le rapine. Questo il ragionamento del gip. "Il giudice ha accolto le nostre richieste", commenta soddisfatto l'avvocato Basilio Foti, che insieme con la collega Emanuela Cullari assiste Sohaib Bouimadaghen e Mohammed Machmachi. A nostro avviso c'era una contraddizione.

Un lavoro lungo e corposo poiché la banda - una decina gli arrestati, ma si sospetta che almeno una quindicina di altri giovani ne facessero parte - andava in giro per mezza Europa con i mezzi più disparati, dai pullman Flixbus a pochi euro ai treni dell'alta velocità ma anche accettando passaggi in auto con Bla Bla Car.

Per il gip "non vi è alcun dubbio che gli indagati hanno cercato, come per prassi, manifestazioni affollate 'per lavorare' e utilizzato, secondo un sistema rodato ed efficacissimo, lo spray al fine di distrarre le vittime degli strappi e al fine di creare confusione tra la gente intorno". La gang straniera non si sente parte della società che la circonda ma, al contrario, sviluppa nei suoi confronti un'attitudine rancorosa e predatoria. Dei dieci indagati per le rapine con lo spray al peperoncino, gli inquirenti hanno sino ad ora provato la presenza di quattro di loro.

Quello che colpisce, in queste dichiarazioni, è la similitudine di argomenti con la retorica dei terroristi: ragazzi come Sohaib, anch'essi provenienti dal mondo delle gang criminali immigrate, che poi, nel contesto francese o belga, fanno il gran salto verso il jihadismo. Oltre alla targa ricordo per Erika Pioletti, la Città potrebbe conferire il sigillo civico a Federico Rampazzo, 25 anni, e Guaye Muhammad, che quella sera fecero da scudo a un bimbo di tre anni salvandogli la vita.