Ragazze fatte prostituire per il buon umore di Berlusconi

Ragazze fatte prostituire per il buon umore di Berlusconi

E' un passaggio della requisitoria del pg di Milano Daniela Meliota nel nuovo processo d'appello ordinato dalla Cassazione a carico del giornalista e dell'ex consigliera regionale lombarda Nicole Minetti. Sempre nel primo appello era caduta per entrambi l'accusa di aver favorito la prostituzione di Ruby - allora minorenne -, mentre per Fede era rimasta l'accusa di tentata induzione per le tre giovani - Danese, Battilana e Fadil - che avevano detto di no. Il pg ha cominciato il suo intervento producendo i due decreti che hanno disposto il giudizio per Silvio Berlusconi, assolto in via definitiva nel primo processo Ruby, e per altre ospiti ad Arcore. Parole dure, quelle del sostituto pg Daniela Meliota, che ha chiesto di confermare le condanne a 4 anni e 10 mesi per Emilio Fede e a 3 anni per Nicole Minetti nel nuovo processo d'appello sul caso Ruby bis. L'accusa ha anche chiesto di respingere la questione di illegittimità costituzionale della legge Merlin, sollevata dalle difese sulla scia della decisione della Corte d'Appello di Bari, che ha sospeso il processo escort a Giampaolo Tarantini in attesa della decisione. Procedimento scaturito dalla decisione della Cassazione di rinviare a un nuovo appello per colmare alcune "lacune motivazionali" della sentenza di secondo grado.

Il pg ha spiegato che Fede, favorendo la prostituzione per Berlusconi, aveva l'obiettivo di "guadagnarci" economicamente e anche a livello di "posizione".

Nicole Minetti Guarda
Nicole Minetti Guarda

"Oggi non è pensabile - ha sottolineato il pg - pensare a un'attività di libera prostituzione". Quanto a Nicole Minetti, avrebbe rivestito un "ruolo fondamentale nella gestione degli appartamenti di via Olgettina" e, in cambio, tra l'altro, si sarebbe guadagnata la possibilità di essere eletta in Consiglio Regionale.

Anche il difensore di Fede, l'avvocato Paniz, ha chiesto di assolvere l'ex direttore del Tg4 e ha spiegato come le ragazze, che erano "gratificate dagli inviti del Presidente", percepissero circa 2.000 euro per ogni serata a Arcore come mero "gettone di presenza".