B.Stabili entra a scambi (+3,4%) dopo proposta fusione Foncière

B.Stabili entra a scambi (+3,4%) dopo proposta fusione Foncière

Il consiglio di amministrazione di Beni Stabili ha per il momento autorizzato l'avvio delle trattative e affidato a Lazard l'incarico di elaborare il parere di congruità sull'intera operazione in modo da stabilire i termini e le condizioni della fusione. Gli scambi erano stati sospesi in attesa di comunicazioni: Fonciere des Regions, azionista di maggioranza di Beni Stabili con una quota del 52,4%, ha proposto la fusione di Beni Stabili in Fonciere des Regiones e una successiva quotazione a Parigi e Milano.

Lo stesso destino si sta configurando anche per Beni Stabili, società immobiliare controllata con il 52,4% del capitale dalla francese Foncière des Régions, che a sua volta vede come primo azionista proprio Del Vecchio con il 28%. L'attuazione del progetto è subordinata, in particolare, all'approvazione da parte del comitato degli amministratori indipendenti di Beni Stabili nel quadro della procedura in materia di operazioni con parti correlate, nonché da parte dei Consigli di Amministrazione e delle rispettive assemblee in sede straordinaria delle due società. Un matrimonio da completare entro questo esercizio di bilancio. Secondo le previsioni, con l'eventuale fusione, gli azionisti di Beni Stabili beneficerebbero di una esposizione diversificata ai principali mercati immobiliari europei.

Inoltre, Foncières des Régions intende conferire nel breve periodo un mandato a un prestatore di servizi di investimento con l'obiettivo di acquistare sul mercato azioni di Beni Stabili, che consenta a Foncières des Régions di conseguire una partecipazione non superiore al 60% di Beni Stabili (vale a dire fino a un massimo di 171.816.509 azioni), nel rispetto dei requisiti di legge.

Con la fusione la capitalizzazione di Fonciere aumenterebbe di 700 milioni circa, superando i 7 miliardi e il flottante salirebbe di oltre 500 milioni di euro a circa 4 miliardi.

A livello finanziario, sulla base delle condizioni ipotizzate e tenendo in considerazione le sinergie già identificate, per circa 5 milioni di euro, la prospettata fusione comporterebbe un impatto lievemente positivo, nell'ordine del +1%, sull'EPRA Earnings e il NAV per azione del gruppo.