Ucciso a casa della fidanzata, condanne ai famigliari

Ucciso a casa della fidanzata, condanne ai famigliari

Un'intera famiglia condannata per l'uccisione di un ragazzo di soli 20 anni, con la pena più grave al capofamiglia. Il marito martedì mattina quando si è svegliato, si è accorto che la donna era priva di sensi.

Il cugino, Alessandro Carlini con un post sul gruppo Facebook "Giustizia e verità per Marco Vannini, scrive: "Sappiamo che molti di voi saranno presenti in Corte D'Assise per manifestarci la propria vicinanza".

Marco morì il 18 maggio del 2015, a Ladispoli, in provincia di Roma, dopo un colpo sparatogli da Ciontoli, padre della fidanzata Martina. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Castellammare di Stabia, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di G. Insieme a tutta la famiglia, "ritardava i soccorsi e forniva al personale paramedico informazioni false e fuorvianti, così cagionando, accettandone il rischio, il decesso" della vittima.

Il figlio gravemente ferito in una stanza di ospedale. La contestazione di omicidio volontario è rimasta solo per Antonio Ciontoli. Poi copre il corpo con un soprabito, afferra il suo cellulare (sosterrà poi con gli inquirenti di averlo fatto per errore) e scappa: verrà individuato due giorni dopo in via delle Fabbriche, a Voltri, in stato confusionale e con gli abiti macchiati di sangue. La sua vita trascorre serena anche se il lavoro gli piace sempre meno, è oramai ripetitivo e stanco e per questo divide lo studio con il giovane collega Vianney Chasseloup a suo giudizio non troppo sveglio e neppure brillante, ma sempre disponibile, instancabile e succube della sua ingombrante personalità. La famiglia Ciontoli invece chiamò il 118 in ritardo e una prima volta la richiesta di aiuto venne anche disdetta.

Voi sapete chi sono questi "royal baby"? Tutti accusati di concorso in omicidio volontario.

Dopo la lettura della sentenza la mamma di Marco è esplosa in un grido di dolore e ha urlato: "È una vergogna!".

Racconta con ironia l'incontro da due mondi distanti, quello di Antoine (interpretato da Arnaud Ducret) single che ha passato da un pezzo i quaranta ma non ha intenzione di crescere e Jeanne (Louise Bourgoin), mamma single e indipendente, i suoi figli vengono prima di tutto, ma senza rinunciare all'amore.

"Riconsegnerò la mia scheda elettorale perché mi vergogno di essere una cittadina italiana - ha affermato la donna -". Ma non è vero, perché mio figlio è in un fornetto da tre anni e quelli stanno a spasso. Non ci posso pensare, e Viola è stata addirittura assolta.

Si cerca in particolare lo smartphone di Gamboa, che a detta dell'uomo conterrebbe i video privati di Angela e dell'amante e che avrebbero scatenato la sua rabbia: "A oggi, nonostante che le dinamiche siano ormai abbastanza chiare, gli inquirenti sono alla ricerca di altri dettagli - conferma l'avvocato Gallo - ma il fatto che la casa resti sotto sequestro dimostra che le indagini sono ancora in corso, anche per verificare la veridicità delle dichiarazioni dell'indagato". Maledetta quella notte e maledetti loro. Il magistrato ha accolto decine di appelli di madri desiderose di allontanare figli che oggi studiano e hanno davanti a loro una prospettiva di vita diversa.

Cosa pensate di questa vicenda unimamme?