Berlusconi: la procura non si oppone alla riabilitazione

Berlusconi: la procura non si oppone alla riabilitazione

Le altre pendenze, che pure pesano ancora sulla travagliatissima storia processuale di Berlusconi, ossia i procedimenti sulla fantomatica 'nipote di Mubarak' (il Ruby ter) e le indagini della Procura di Firenze in merito alle stragi mafiose del 1993, non vengono invece considerate un ostacolo di per sé alla concessione della riabilitazione: per accertare la buona condotta, ricorda il Tribunale di Sorveglianza di Milano, 'non possono essere presi in considerazione i comportamenti anteriori', neppure se di chiarissima valenza negativa.

Ora la palla passa alla Procura Generale, che di sicuro ha già ricevuto ufficialmente il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza.

Nel provvedimento adottato venerdì scorso dall Sorveglianza, si faceva riferimento a tre relazioni di servizio delle questure di Milano e Roma e dei carabinieri di Monza in cui si dava atto della buona condotta del leader di Forza Italia.

Alla luce di queste considerazioni, il tribunale di sorveglianza di Milano ha accolto l'istanza dei legali di Berlusconi, riabilitandolo nelle sue funzioni. Sempre in relazione al periodo di valutazione - dalla condanna nel 2013 alla scadenza dei tre anni che la legge prevede debbano trascorrere dall'espiazione della pena - "emerge la sussistenza di carichi pendenti presso le procure della Repubblica di Milano, Roma e Torino", tutti legati al caso Ruby. Tutti i requisiti per ottenerla erano presenti.

I pg, dopo aver vagliato anche le informative, hanno ritenuto che i giudici hanno seguito la giurisprudenza consolidata e che il provvedimento non presenta vizi di legittimità e non c'erano spazi di impugnazione.

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