Il ritorno della Mummia: Berlusconi sarà di nuovo candidabile

Il ritorno della Mummia: Berlusconi sarà di nuovo candidabile

Ad oggi, con questa sentenza, Berlusconi avrebbe il diritto di presentarsi alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica.

La decisione del Tribunale rende di fatto inapplicabile la legge Severino, che prevedeva l'esclusione dell'ex premier dalla vita pubblica per ben sei anni. "Giustizia è fatta. Finalmente il nostro leader Silvio Berlusconi ha ottenuto dal tribunale di sorveglianza di Milano la riabilitazione".

La riabilitazione può avvenire, secondo il codice penale, "solo dopo aver adempiuto le obbligazioni civili derivanti dal reato e dopo aver dato prove effettive e costanti di buona condotta", ed inoltre "estingue le pene accessorie e ogni altro effetto penale della condanna". E comunque poi il testo verrà messo al voto sulla piattaforma grillina Rousseau di Davide Casaleggio, che ieri sera si è riunito con Di Maio e Beppe Grillo. Il leader di Forza Italia potrà infatti candidarsi alle prossime elezioni, come stabilito dal Tribunale di Sorveglianza di Milano. L'esponente di Forza Italia ricorda anche la poca logica usata nella composizione delle liste alla Camera e al Senato, e senza mezzi termini afferma che vi è una responsabilità politica: "A causa delle liste confezionate ad immagine e somiglianza a trazione cosentina, i risultati elettorali sono sotto gli occhi di tutti con un ridimensionamento di Forza Italia in Calabria". Certo ci si chiede cosa sarebbe avvenuto se la sentenza avesse avuto un più rapido corso ed avesse dato la possibilità al Presidente Silvio Berlusconi di concorrere a pieno titolo nelle scorse elezioni politiche. Da ambienti azzurri hanno sempre fatto notare che se ci fosse stato Berlusconi candidato il partito tricolore avrebbe ottenuto una percentuale maggiore rispetto al 14% racimolato a marzo, che di fatto ha consegnato alla Lega la leadership della coalizione.

Una battuta? Sì, ma alquanto sibillina.

La sentenza di condanna per frode fiscale nei confronti di Silvio Berlusconi era stata confermata il primo agosto 2013 dalla Corte di cassazione dopo una condanna in secondo grado della Corte d'appello di Milano nel processo relativo ai diritti tv Mediaset.

A sua volta Di Maio ha dichiarato che la nuova agibilità politica dell'antico nemico non influenzerà il giudizio (ovviamente negativo) dei Cinque Stelle su di lui, ma questo fa ancora il gioco di Berlusconi nei confronti di Salvini e del suo elettorato di centro - destra. Il presidente di Forza Italia non ha mai smesso di combattere, per un condivisibile desiderio di giustizia e con la ferrea volontà di lavorare e agire nell'interesse dell'Italia e degli italiani.