Napoli, riciclavano i soldi del clan Lo Russo: arrestati due noti medici

Napoli, riciclavano i soldi del clan Lo Russo: arrestati due noti medici

Il tutto nasce dall'inchiesta snakes condotta dalla Dia di Napoli, sotto il coordinamento della Dda della Procura partenopea. Questa la pesante accusa che pende su due medici napoletani raggiunti da una misura cautelare, emessa dal gip di Napoli ed eseguita dalla Dia partenopea, che ha coinvolto anche altre quattro persone. Secondo la direzione distrettuale antimafia di Napoli i fratelli Luigi e Antonio D'Ari, anestesista e chirurgo estetico in servizio presso due cliniche private napoletane a Chiaia e Vomero, avrebbero intrecciato rapporti di affari con il sodalizio.

I due medici, dicono le indagini degli uomini del capocentro partenopeo Giuseppe Linares, era disponibili a proteggere gli interessi dei titolari di note attività di ristorazione di Napoli, in quel momento detenuti e sotto processo, acquisendone i ristoranti e divenendo vittime di estorsione da parte dei Lo Russo, per poi passare a fare affari e investimenti con i fiduciari per conto della cosca che ha la roccaforte nel quartiere di Miano.

LO RUSSO Adriana è stata sottoposta agli arresti domiciliari, perché gravemente indiziata di ricettazione aggravata per aver consegnato somme provenienti da attività illecite del clan ad esponenti dell'organizzazione stessa. In totale sono stati sei gli arresti di cui due ai domiciliari.

Le accuse nei confronti dei due medici, sono quelle di riciclaggio di ingenti somme di denaro sporco, reato contestato anche a Domenico Mollica e a Mariano Torre, quest'ultimo, ex membro del clan Lo Russo, ed oggi collaboratore di giustizia.

Per il delitto di estorsione nei confronti dei fratelli D'ARI, costringendoli a versare una somma mensile, già anzitempo pattuita con il precedente titolare di uno dei ristoranti acquisiti, è gravemente indiziato il citato MOLLICA, unitamente al TORRE Mariano e ai due soggetti complici.