Tonfo titolo Mps, Padoan contro Borghi

Tonfo titolo Mps, Padoan contro Borghi

Mps che a Piazza Affari chiude in calo del 9,8% ridiscendendo a 2,893 euro per azione, dopo che nella bozza di ieri sera del "contratto di governo" tra Lega e M5S è stato indicato che "con riferimento alla banca Monte dei Paschi, lo stato azionista deve provvedere alla ridefinizione della mission e degli obiettivi dell'istituto di credito in un'ottica di servizio".

Un governo M5s-Lega come quello di cui si discute cambierebbe le prospettive di Banca Mps: lo ha annunciato il responsabile economico della Lega, Claudio Borghi, spiegando che nel contratto di governo con i 5 Stelle c'è un punto dedicato all'istituto senese, il quale andrebbe realisticamente incontro anche a un cambio di governance. Il cambio di governance di Mps, ha aggiunto, "non entra nel contratto" di governo fra Lega e Cinque Stelle, "ma è abbastanza probabile, quasi naturale pensarlo". "Una delle cose che avevamo pensato ai tempi della campagna elettorale è che le piccole filiali sono un patrimonio per la Toscana e mi sembrava inutile pensare di chiuderle nel momento in cui non vuoi farci solo profitti". Nel 2017 abbiamo avviato un piano sostenibile che ha posto le basi per un rilancio duraturo. "Un fatto molto grave - lo giudica Padoan- che mette a repentaglio l'investimento effettuato con risorse pubbliche". I risultati del primo trimestre del 2018 dimostrano che il piano è ben congegnato e che il management lo sta implementando in modo efficace.

Proprio l'andamento del titolo di Mps è oggetto di un durissimo intervento del ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, che imputa esplicitamente il forte ribasso alle anticipazioni del "contratto" Lega-M5S e alle dichiarazioni dell'on. "Ho il dovere di ricordare a tutti gli attori politici che la fiducia si costruisce poco per volta, progressivamente, ma basta poco per distruggerla, tirandosi dietro i risparmi degli italiani che a parole si vorrebbero tutelare".