Ancona: la Polizia diffonde la foto del sospetto untore

Ancona: la Polizia diffonde la foto del sospetto untore

Arrestato con l'accusa di lesioni dolose gravissime, l'autotrasportatore è stato incriminato da un'ex partner, anch'ella ormai positiva all'HIV, che oggi parla del suo dramma sulle pagine de Il Corriere della Sera. Pinti intanto è stato trasferito nel carcere anconetano di Montacuto dove i sanitari dovranno valutare le sue condizioni per verificarne la compatibilità con la detenzione.

L'indagine, condotta dalla Polizia di Stato di Ancona in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo, coordinata dalla Procura di Ancona, si è conclusa nelle ultime ore. Gli esiti clinici effettuati presso il reparto malattie infettive dell'ospedale di Torrette di Ancona, purtroppo, non lasciavano scampo: era essere stata contagiata nel recente periodo trascorso dal virus dell'Hiv.

Questo il racconto della donna che con Pinti aveva iniziato una relazione, anche intenerita dal fatto che l'uomo fosse rimasto vedovo così giovane (anche la defunta compagna aveva contratto l'HIV, morendo poi di AIDS nel giugno 2017) e che si ritrovasse a crescere da solo una bimba di otto anni. Ora le indagini si allargano alla ricerca di eventuali sue altre frequentazioni. "Mi ha defraudata della libertà di scelta e ingannata sul suo stato di salute", così si è sfogata la donna alla polizia quando ha presentato denuncia. Il 35enne è responsabile a titolo di dolo di non aver adottato le necessarie precauzioni per evitare il contagio della compagna, non rendendola edotta del suo stato di salute.

A sorprendere gli investigatori durante le fasi dell'arresto, è stata soprattutto il cinismo con cui l'uomo, nonostante i risultati delle analisi, rifiutava di considerarsi malato affermando di ritenersi un negazionista dell'esistenza di tale malattia. Non riconoscendo di essere affetto da Hiv ha continuato negli anni ad avere rapporti sessuali, anche non protetti, senza avvisare le partner occasionali.