Migranti, cosa rischia la Francia da una rottura con l'Italia

Migranti, cosa rischia la Francia da una rottura con l'Italia

Lo sconto con i transalpini è durissimo. E rivolgendosi a Macron ha chiesto di 'passare dalle parole ai fatti e accogliere i 9mila migranti che si era impegnato ad accogliere per dare un segno concreto' evidenziando sottolineando che Parigi ha aperto le porte solo 340 dei 9.816 migranti che dovevano essere ricollocati in tre anni'.

"Nessun dubbio: senza un chiarimento e le scuse di Macron all'Italia io resto a Roma". Compresa ovviamente quella decisiva di Macron, che oltre a non scusarsi ha in qualche modo dileggiato il vicepremier Matteo Salvini. Legandolo al bilaterale: "Senza scuse ufficiali Conte fa bene a non andare a Parigi", ha avvertito in mattinata.

Ma se il ministro dell'Interno detta le condizioni, Macron non si piega. Se dessi ragione a chi cerca la provocazione - sono le sue parole - aiuterei forse i democratici? Utilizzando dunque un linguaggio forte rispetto alla normale dialettica tra due Paesi i cui rapporti sono stati sinora più che distesi. "Sono portavoce del movimento, non del governo, ma non credo che la Francia non parteciperà alla ricerca di una soluzione umanitaria", ha aggiunto. 'Non dimentichiamo chi ha parlato e con chi abbiamo a che fare'. Il riferimento naturalmente è a Marine Le Pen: piegarsi all'omologo italiano - è il ragionamento che si fa in ambienti dell'Eliseo - sarebbe inaccettabile. Non solo, dicono ancora fonti governative che un altro tasto dolente del presidente francese è il rapporto con le Ong del suo stesso Paese, che lo accusano di avere un atteggiamento troppo duro verso i migranti. Come dire, il problema non è l'Italia, ma proprio il governo giallo-verde.

L'Istituzione europea sembra non voler aprire un fronte contro il Governo italiano appena insediato, e lascia quindi che gli scontri si consumino tra i vari capi di governo e ministri.

Allo scontro tra i due paesi "cugini" hanno assistito gli altri leader europei. In Senato, per dire, Salvini parla dalla poltrona di solito riservata al presidente del Consiglio, che è diversa da tutte le altre nei banchi del governo. Il presidente del Consiglio aspettava le scuse, anche informali, del presidente francese Macron, "conditio sine qua non" perché non cancellasse la sua visita di venerdì a Parigi. Ma gli va ricordato che sono altrettanto vomitevoli le immagini dei giovani immigrati bloccati a Ventimiglia ai confini con la Francia. Lo scorso mese di marzo è arrivata la resa dei conti con la vittoria di M5S e Lega che dopo un parto travagliato hanno dato vita al Governo Conte. Chi è che fa concorrenza leale e sleale alle nostre aziende in Libia? "Macron continua istericamente la sua guerra al popolo italiano che in quanto a generosità ha poco da imparare", insiste il ministro dell'Interno a sera su Radio 105.

L'Unione europea e la Nato dovrebbero quindi prima di tutto tentare di stabilizzare la Libia e l'Africa subsahariana (cosa che in parte fanno francesi e americani con le missioni militari in Mali e Niger) ma per ora nessuno ha intenzione di farci questo favore: mentre in Siria sono presenti ufficialmente tutti gli eserciti del mondo, la Libia viene lasciata alla sua deriva che si infrange con il suo carico tragico di migranti sulle nostre sponde.