Rapporto Almalaurea, Dionigi: "Esportiamo laureati, importiamo badanti"

Rapporto Almalaurea, Dionigi:

Il 59,2% dei laureati termina l'università in corso: in particolare è il 59,2% tra i triennali e il 75,0% tra i magistrali biennali. Si tratta di 1.152 di primo livello, 180 magistrali biennali e 292 a ciclo unico; i restanti sono laureati dei corsi pre-riforma.

È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico e linguistico) il 53,1% dei laureati: è il 47,7% per il primo livello e il 53,9% per i magistrali biennali. "Abbiamo un patrimonio ambientale e culturale da offrire, non solo da tutelare e sono convinto, per questo, che gli sbocchi professionali siano parecchi". I dati si concentrano sull'analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali biennali usciti nel 2016 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati magistrali biennali usciti nel 2012 e intervistati dopo cinque anni.

La Laurea Magistrale in "Valorizzazione dei territori e turismi sostenibili" è un percorso di studi originale e innovativo, che ha come obiettivo la valorizzazione del legame tra turismo e territorio. Il voto medio di laurea è stato di 108,4/110 e il 79,2% si è laureato in corso. L'89,9% è soddisfatto dell'esperienza universitaria. Il 91,9% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l'88,6% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall'Ateneo, l'81,9% dei laureati considera le aule adeguate.

Altri numeri positivi: chi si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso dell'Università, 68,9 contro 62,2% del 2015; l'indicatore di soddisfazione complessiva, vicino a 90 (87,3%). "L'ultima indagine AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati Unime - commenta il prof".

Rapporto AlmaLaurea, occupato l'83% dei laureati triennali all'Università del Piemonte Orientale a un anno dal titolo.

L'Indagine ha coinvolto 2.348 laureati triennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo (nel 2017). Dopo un anno il 64,0% risulta ancora iscritto. I dati appena riportati, visti in comparazione con le caratteristiche del mercato del lavoro locale, indicano chiaramente che investire in un corso di studi universitari fornisce un vantaggio competitivo, consentendo ai laureati di trovare più facilmente una collocazione nel mercato del lavoro.

Il 26% ha un contratto da dipendente a tempo indeterminato, mentre il 27,5% un lavoro non standard (in particolare da dipendente a tempo determinato).

Il lavoro part-time coinvolge il 23,2% degli occupati.

Per i laureati magistrali il tasso di occupazione a cinque anni dal titolo sale all'94,1% e la retribuzione a 1.659 euro mensili netti. La percentuale di coloro che hanno ottenuto il titolo entro i tempi previsti è in crescita e si attesta al 51,1 per cento (era il 48,8 nel 2016). Sono il 59,1% gli occupati che considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. E poi c'è più lavoro, ma quale lavoro? Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 10,6%. Il 38,8% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 42,2% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 24,5% su un lavoro non standard. Il 6,1% svolge un'attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Il lavoro part-time coinvolge il 17,7% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.351 euro mensili netti (media nazionale 1.153).

Terzo punto, il lavoro dopo la laurea: "La congiuntura economica attuale e lo spettro della disoccupazione - scrive l'Università di Perugia - sono fattori che influiscono negativamente sulla percezione dell'efficacia del titolo di studio da parte dei neo-laureati in generale, e quelli dell'Ateneo di Perugia non fanno eccezione". Il tasso di disoccupazione è pari al 13,2%. Svolge un lavoro autonomo l'11,5%. Il lavoro part-time coinvolge il 13,9% degli occupati. Le retribuzioni arrivano in media a 1.518 euro mensili netti (il dato nazionale è pari a 1.428 euro). Il 60,9% ritiene efficace la laurea per il lavoro che sta svolgendo.