Borsa, cambio e spread dopo la decisione della BCE sul QE

Borsa, cambio e spread dopo la decisione della BCE sul QE

INFLAZIONE STIMATA ALL'1,7%. Il governatore della Bce, Mario Draghi, ha spiegato in conferenza stampa che la tabella di marcia verso la fine del Quantitative easing è stata decisa dopo "un'attenta valutazione dei progressi fatti", che si è conclusa ritenendo "sostanziale" l'aggiustamento dell'inflazione verso l'obiettivo previsto.

La Bce ha deciso di prolungare gli interventi che da ottobre scenderanno da 30 a 15 miliardi di euro al mese. A partire da gennaio il Quantitative Easing sarà azzerato.

Draghi ha anche spiegato che la Bce ha rivisto al ribasso le stime di crescita per l'Eurozona al 2,1% dal 2,4% per il 2018, mantenendo l'1,9% atteso per il 2019 e l'1,7% per il 2020. Dopo una prima parte di seduta incolore, il titolo del gruppo del Lingotto segna un prepotente +3,1% a 18,40 euro riprendendosi dalla debolezza evidenziata nelle ultime settimane complice le turbolenze di Piazza Affari e la fredda accoglienza degli investitori al nuovo piano industriale presentato il 1 giugno.

Oggi la Bce ha sorpreso i mercati accompagnando l'annuncio sulla chiusura del QE a fine anno con l'impegno esplicito sul mantenimento del costo del denaro a questi livelli fino alla prossima estate che ha fatto crollare le possibilità di un primo rialzo dei tassi a luglio 2019. La Bce ha promesso tuttavia di proseguire con il reinvestimento - ossia l'utilizzo del capitale rimborsato dei bond che ha in portafoglio e che arrivano a scadenza per comprare nuovi titoli di pari durata - ancora a lungo e per tutto il tempo necessario ad assicurare l'accomodamento monetario necessario.

Sul fronte dei tassi d'interesse il direttivo ha deciso di lasciarli invariati. Il "refi", il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, resta a quota zero, mentre il tasso sui depositi, cioè quello che le banche pagano per depositare i loro fondi a Francoforte, rimane negativo a -0,40%.