Di Maio, confronto sui rider ma non accetto ricatti

Di Maio, confronto sui rider ma non accetto ricatti

Oggi, lunedì 18 giugno, Di Maio incontrerà le principali piattaforme di food delivery, da JustEat a Deliveroo: "Se lavoriamo insieme l'Italia diventerà il modello da seguire" per i lavori legati alle piattaforme digitali "Ma sia chiaro". L'intenzione, conclude "è garantire le condizioni migliori per i lavoratori e consentire alle aziende di operare con profitto per creare nuovo lavoro". Quei ragazzi che consegnano cibo in bicicletta, i rider, sono stati i primi che ha voluto incontrare al ministero del Lavoro, "simbolo di una generazione abbandonata che non ha né tutele e a volte nemmeno un contratto".

"Se fossero vere le anticipazioni del decreto dignità che il ministro Di Maio ha fornito alle delegazioni di rider incontrate, dovrei concludere che il nuovo governo ha un solo obiettivo: fare in modo che le piattaforme digitali lascino l'Italia".

A parlare è Gianluca Cocco, l'amministratore delegato di Foodora Italia, una delle più grandi piattaforme di food delivery prese di mira dal ministro del Lavoro. I nostri giovani prima di tutto"."Ho tutta la volontà di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy - ha proseguito il capo politico del M5s - e nessuno vuole demonizzare queste attività. Da ministro ho deciso di dichiarare guerra al precariato. Lo stato continuo di precarietà e incertezza dei giovani italiani sta disgregando la nostra società.

Replicando alla minacce di abbandono dell'Italia da parte dell'amministratore delegato di Foodora Italia, Luigi Di Maio ha usato il pugno duro: "Non si accettano ricatti. Sta facendo impennare il consumo di psicofarmaci" e "calare la crescita demografica". "Quella che filtra è una demonizzazione della tecnologia che ha dell'incredibile, quasi medievale e in contraddizione con lo spirito modernista del Movimento 5 Stelle".

Secondo il manager, trentunenne come il ministro Di Maio, Il giovane manager, 31 anni come il vicepremier, se la bozza venisse confermata, "non ci sarebbe alcuna speranza per il settore di restare in piedi": "gli operatori saranno costretti ad assumere tutti i collaboratori, chiuderanno i battenti e trionferà il sommerso". Il dirigente di Foodora cita una ricerca condotta in collaborazione con l'Inps: "Solo il 10 per cento dei rider lo considera un lavoro stabile - ricorda - Il 50 per cento sono studenti, il 25 lo esercita come secondo lavoro e un altro 10 lo considera un'attività di transizione. La durata media del lavoro di rider è di 4 mesi, non di più".

A Bologna e a Roma, ad esempio, è nata la Riders Union, un sindacato auto-organizzato dei fattorini che ha di recente proposto l'approvazione di una Carta dei diritti, con cui rivendicare retribuzioni dignitose e diritti, come ferie, malattia, assicurazione contro gli incidenti. "I nostri giovani prima di tutto". "Lo abbiamo dimostrato con i fatti dal 2015, garantendo le tutele più elevate del settore", ha commentato Cocco dopo le parole di Di Maio.