Eurostat, male l'Italia: un giovane su 4 non studia e non lavora

Eurostat, male l'Italia: un giovane su 4 non studia e non lavora

Il quadro nazionale è preoccupante, se si considera che il fenomeno "Neet" include tre tipologie di giovani, i disoccupati veri e propri, cioè coloro che sono alla ricerca attiva di occupazione che non lavorano ancora, gli inattivi, cioè coloro che non cercano e non sono disponibili a lavorare, gli scoraggiati, vale a dire i giovani che hanno definitivamente rinunciato a cercare un'occupazione e sono usciti dal mercato del lavoro.

I Neet in provincia di Siracusa, vale a dire i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano più, che non lavorano e che non frequentano corsi professionali, hanno raggiunto quota 34,3%. "Ed è per questo che entro giugno voglio portare in Consiglio dei ministri il decreto dignità". Il dato regionale è del 38,1%, il più alto in Italia, e nella classifica delle province i primi tre posti sono occupati da capoluoghi siciliani: nell'ordine Palermo, Catania e Caltanissetta. L'acronimo inglese sta per "not (engaged) in education, employment or training", una fascia di persone che non sono occupate né seguono percorsi di istruzione o formazione.

E dai dati Eurostat emerge, infatti, che tra i Paesi, che su base trimestrale presentano una crescita dell'occupazione, l'Italia è quella con il dato più basso: +0,1% che la pone davanti solo all'Estonia, Bulgaria e Lituania, dove il dato è rimasto stabile al -1,4%. La stragrande maggioranza di questi giovani e' impegnata nell'istruzione o nella formazione e / o nel mondo del lavoro. Un tasso di Neet superiore al 15% è stato registrato da Eurostat in Spagna (17,1%), Francia (15,6%) e Slovacchia (15,3%).

Nel 2017 il 40,4% era in formazione, il 27,4% era occupato e un ulteriore 17,8% in un mix di istruzione e lavoro.