Lavoro, Di Maio avverte Foodora: "Tutelare i riders, no ai ricatti"

Lavoro, Di Maio avverte Foodora:

Gianluca Cocco, 31enne come Di Maio, amministratore delegato di Foodora, scettico sulle misure volute dal ministro e anticipate dall'Ansa, che prevedono l'obbligo per le piattaforme digitali di fornire ai rider un trattamento economico minimo, secondo il contratto collettivo, e il divieto di pagare a cottimo i lavori che svolgono, ha fatto capire in un'intervista al Corriere della Sera, che se approvati, i provvedimenti spingerebbero la sua e le altre aziende del settore a lasciare l'Italia. Dopo l'incontro di ieri tra il ministro del Lavoro Luigi Di Maio e le aziende di food delivery, lo scenario che si apre per i lavoratori della gig economy impegnati nella consegna di cibo a domicilio sembra abbastanza diverso da quello che si prospettava nei giorni scorsi, sulla base dei sette articoli della bozza del decreto dignità che avrebbero riguardato tutti i lavoratori delle piattaforme online, da Uber ai più svariati siti che offrono servizi attraverso forme di contratti autonomi.

Sulla gig economy Di Maio promette "guerra al precariato" e non accetta compromessi, ma si muove su un terreno scivoloso, in equilibrio tra la ricerca di tutele per i lavoratori e il tentativo di scongiurare delocalizzazioni. "I riders oggi sono il simbolo di una generazioneabbandonata dallo Stato", sottolinea. Oggi alle 14 al Ministero del Lavoro Di Maio incontrerà i rappresentanti delle aziende, tra cui Foodora per l'appunto, Deliveroo, JustEat, Glovo e Dominòs Pizza. Di Maio ha comunque precisato che "se il tavolo non dovesse andar bene" si interverrà con "la norma che avevamo progettato". "I nostri giovani prima di tutto", ha scritto Di Maio su Facebook. Il Decreto si occupa anche delle continue notifiche che assediano quotidianamente i riders: si accenna così anche al "diritto alla disconnessione" e all'"indennità di disponibilità" dei lavoratori.

Una "priorità" che l'a.d. di Foodora giura di condividere: "Ascolteremo con grande interesse le sue proposte per la crescita".

"Ho tutta la volontà di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy e nessuno vuole demonizzare le attività legate all'uso di piattaforme innovative". Dubitiamo fortemente che i fattorini che erano pagati a voucher fino ad un paio di anni fa ora siano stati tutti assunti a tempo indeterminato, malgrado gli incentivi che offriva il governo, viene invece da pensare che molti di questi lavoratori facciano parte della cosiddetta economia sommersa, sulla quale bisognerà in ogni caso intervenire. Lo stato continuo di precarietà e incertezza dei giovani italiani sta disgregando la nostra società. Di Maio, non appena preso possesso della sua stanza al ministero dello Sviluppo, ha lanciato subito la prima bomba. "Ha il mio totale sostegno su questo", ha detto il ministro dell'Interno in un comizio a Cinisello Balsamo (Milano). Se i conti dello scorso anno, globalmente, si sono chiusi con un margine più che positivo, non si può dire altrettanto del mercato nazionale: Just Eat Italia ha fatturato nel 2016 un margine operativo lordo negativo, con una perdita finale di 2,2 milioni di euro.